Brexit, Theresa May ha chiesto all’UE una proroga fino al 30 giugno. Juncker dice no: “Fino al 23 maggio”

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Nuovi sviluppi nel caso Brexit, con la premier britannica Theresa May che ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, nella quale chiede formalmente un rinvio fino al 30 giugno, motivandolo con la ricerca di far approvare il deal dal Parlamento inglese.

Non ci sarà, dunque, un’uscita dall’Europa il 29 marzo per il Regno Unito, ma bisognerà vedere cosa deciderà Bruxelles, in particolare i 27 stati membri che sono chiamati a votare il rinvio. Il problema fondamentale è che un rinvio a giugno costringerebbe il Regno Unito a partecipare alle elezioni europee del 26 maggio 2019, cosa che Juncker vorrebbe evitare, non avrebbe molto senso far entrare in Parlamento esponenti di uno stato in uscita.

Proprio Juncker ha spiegato come ha sentito la premier britannica telefonicamente, per comunicare che l’Europa può garantire un rinvio fino al 23 maggio, per evitare che il Regno Unito partecipi alle elezioni europee. Lo stesso Juncker in giornata aveva detto: “Sulla Brexit siamo nelle mani di Dio, ma anche Dio ha una pazienza che prima o poi finisce”, parole dure, a margine di un summit straordinario che dovrebbe tenersi a Bruxelles.

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