Caso tangenti, Siri: “Io carne da macello per il M5S”

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Dopo una giornata di attacchi da parte del M5S, arriva la risposta di Armando Siri sulla questione che lo vede legato ad un’indagine sulla corruzione nel sud, con una tangente da 30 mila euro che avrebbe preso per uno scambio di favori.

“Sono sconcertato, oltre che seccato – ha dichiarato Armando Siri al Corriere della Sera, sulla presunta tangente ricevuta da 30 mila euro – non ho mai preso un soldo da nessuno”. Secondo il sottosegretario leghista, è stato usato come “carne da macello” mediatica dal M5S.

Siri si giustifica anche sulla presenza di Franco Arata, indagato per questioni di tangenti, ad alcuni convegni della Lega: “Cosa ne sapevo che era un faccendiere? Era uno stimato docente di Forza Italia”, ha spiegato il leghista. Secondo l’accusa, Arata avrebbe ricevuto delle tangenti per favorire un emendamento a favore dell’imprenditore Vito Nicastri, il “re dell’eolico”, oltre che vicino a Matteo Messina Denaro.

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