Dibattito europeo, i candidati alla presidenza della Commissione: “Cambiare l’Europa”

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Ieri sera si è tenuto il dibattito ufficiale tra i sei candidati per la presidenza della Commissione europea, la massima carica che viene nominata dal Parlamento europeo dopo le elezioni, con un coro unanime: “L’Europa va cambiata”, ma ognuno con le sue ricette.

“Voglio una Commissione europea vicina alla gente, per proseguire il buon lavoro fatto da Juncker”, ha dichiarato il candidato del PPE, Manfred Weber, che arriva dal CSU tedesco. Di opinione diversa il favorito per la presidenza della Commissione, Frans Timmermans, candidato del PSE, che propone di “rafforzare e riformare l’Europa”.

Unanimità anche sul pagamento della tasse delle grandi aziende del web, con l’eliminazione dei “paradisi fiscali”, come quelli del Lussemburgo e dell’Irlanda, che hanno una tassazione più soft rispetto agli altri paesi.

Il candidato sovranista Jan Zahradil, della Repubblica Ceca e facente parte del gruppo ECR, quello di Fratelli d’Italia, sostiene che bisogna decentralizzare l’Europa, dando più potere agli Stati membri. La candidata dei liberali, Margaret Vestager, invece, sostiene che bisognerà fare in modo che tutti paghino le tasse, nel contesto europeo e che le aziende rispettino le regole.

Il candidato della sinistra, lo spagnolo Nico Cuè, chiede un’Europa solidale, contro il potere delle banche, mentre la candidata dei Verdi europei, Ska Keller, punta ad un’Europa più responsabile sul ruolo sul clima. Il candidato Timmermans ha risposto indirettamente anche a Salvini, sostenendo che non si può multare chi soccorre in mare, dopo le dichiarazioni della Merkel, che ne aveva escluso un suo ingresso nel PPE.