In Svizzera passa il referendum sulle norme rigide sulle armi

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Secondo le prime proiezioni dell’istituto gfs.bern, che sono state pubblicate dalla TV pubblica, il referendum che poneva delle norme più rigide sulle arme sarebbe passato con il 67%.

Il referendum prevedeva nuove regolamentazioni che andavano nella direzione dell’UE, come indicato dall’Ocse, su alcuni temi fiscali all’interno del referendum. Sulle armi i cittadini svizzeri hanno deciso di avere delle norme più restrittive di quelle attuali, in controtendenza su quanto accaduto in Italia, dove con la nuova legge sulla legittima difesa cambiavano leggermente l’utilizzo delle stesse.

Il provvedimento era stato molto criticato dalle associazioni di tiro sportivo, che sono diffuse nel paese, ma evidentemente i cittadini svizzeri hanno deciso diversamente. Il margine d’errore delle proiezioni è del 3%, dunque si può presumere che il risultato pubblicato sia solido.

A margine del voto il governo svizzero aveva avvertito che con un “no” c’era il rischio che il paese potesse essere escluso da Schengen, con relative conseguenze in tematiche di turismo, della sicurezza e di asilo. Per quanto riguarda le norme fiscali, sono messe al bando le società straniere che vogliono portare capitali nelle banche svizzere, secondo le attuali norme Ocse.

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