Radio Radicale, definitivo stop dopo il no del M5S

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È arrivato lo stop definitivo alla possibilità di proroga della convenzione di Radio Radicale, dopo il ricorso sull’emendamento leghista al dl Crescita, bocciato in Commissione alla Camera, ma ripresentato facendo leva sul discorso occupazionale.

Serviva l’unanimità per la riammissione dell’emendamento, ma è arrivato il no del M5S, coerentemente con le dichiarazioni di Vito Crimi, che da mesi sostiene che non può essere rinnovata la convenzione con Radio Radicale. Tutti gli altri gruppi hanno votato sì, ma non è bastato.

Una deputata dem, Silvia Fregolent, ha accusato il presidente della Commissione di fare “il Ponzio Pilato”, segno che anche la Lega non ha spinto molto per la riammissione dell’emendamento, nonostante fosse stato presentato da un suo esponente. “La mia posizione non è mai cambiata, se ci fossero state novità lo avrei detto”, ha dichiarato Vito Crimi, in merito alla decisione di votare “no” da parte del M5S.

La speranza di Radio Radicale è che la bocciatura dell’emendamento sia legato a questioni tecniche, legate al decreto Crescita e che, dunque, sarà possibile riprovare ad inserirlo in qualche altro provvedimento dopo le europee.

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