Commissione Ue: “Violate norme sul debito, procedura giustificata”. Ma non è automatica

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Redazione
Piero Mangoni - Direttore responsabile - Via Gramigna 3, 44122 – Ferrara – tel. 393 22 80 455

La Commissione Ue ha giudicato negativamente le motivazioni del governo italiano sulla deviazione dei conti pubblici, ritenendo giustificata la procedura per il debito, la quale però non partirà ora.

Per Bruxelles la riforma più pesante è stata Quota 100, che va a modificare le norme introdotte in passato sul sistema pensionistico, con dei costi potenzialmente molto alti quando andrà a regime. Meno problematico il reddito di cittadinanza, che a bilancio costa meno, anche perché non c’è stato il boom di richieste che ci si aspettava.

“Grava la retromarcia su alcune riforme pro-crescita fatte in passato”, ma prima che si apra la procedura d’infrazione dovranno esprimersi gli Stati membri, come ha spiegato il vicepresidente della Commissione, Dombrovskis. Inotre si è fatto notare che la situazione va oltre la procedura d’infrazione, perché la crescita è ferma da più trimestri.

“La mia porta resta aperta”, ha dichiarato Moscovici, restando pronto ad una replica del governo italiano, per aprire un confronto costruttivo tra le due parti. “I dati per il 2018 sono problematici su due aspetti: il rapporto debito/pil sale dal 131% al 132% ed il debito strutturale invece di migliorare dello 0,3% come previsto, peggiora dello 0,1%, creando un gap dello 0,4%”, questa la spiegazione tecnica del Commissario europeo.

“Il debito italiano pesa per oltre 38mila euro su ogni italiano, non si è fatto molto per migliorare questo dato”, ha dichiarato Dombrovskis. Ora si attendono le risposte del governo italiano, almeno del Ministro dell’Economia, Giovanni Tria.

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