Giustizia, le tre riforme che ha in mente Bonafede

Il ministro della Giustizia vuole riformare Csm, intercettazioni e processo penale

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Dopo lo scandalo del Csm, che ha coinvolto magistrati e politici, mettendo sotto pressione il sistema di autogoverno delle toghe e che fa capo al presidente della Repubblica, il governo è pronto a varare una nuova legge. Per questo il governo gialloverde ha annunciato, con il suo ministro alla Giustizia, Alfonso Bonafede, delle riforme sul sistema giuridico, dai tempi del processo penale alla legge sulle intercettazioni.

Innanzitutto il ministro Bonafede vuol far entrare in vigore il blocco della prescrizione già approvato, ma che sarà attivo solo nel 2020. Per quanto riguarda la legge sulle intercettazioni, il ministro incontrerà dei giornalisti da venerdì, in modo, sostiene Bonafede, di cambiare pagina a quella approvata dal ministro Orlando nella scorsa legislatura.

Un nuovo sistema elettorale per il Csm

Non poteva non essere tra le riforme previste, quella del Consiglio Superiore della Magistratura, che potrebbe veder cambiate le regole che porteranno alla nomina dei consiglieri. Nei giorni scorsi due consiglieri si sono dimessi, come Antonio Lepre, per questo si terrà un plenum straordinario il prossimo 21 giugno per nominare i sostituti, al quale presiederà anche Sergio Mattarella.

Nella riforma pensata da Bonafede i voti per le nomine devono arrivare da tutte le varie correnti dei magistrati e non solo da una parte. Per mettere a punto la norma ci sarà un vertice tra il ministro Bonafede, la ministra della PA, Giulia Bongiorno, il vicepremier Salvini ed il premier Conte. Al momento non ci dovrebbero essere ancora bozze sul tavolo.

Riduzione dei tempi della giustizia

Era nel contratto di governo, l’obiettivo di ridurre i tempi giudiziari per ora non è stato completato. L’idea dell’esecutivo è quella di lavorare sui tempi del dibattimento, all’utilizzo di tecnologie per il passaggio degli atti, con il bando della carta, ed ad una riduzione dei tempi per le indagini. Ci sarà un obbligo per i Pm di rispettare dei tempi per la chiusura delle indagini.

Tutte le intercettazioni sono pubblicabili

Per il ministro Bonafede tutte le intercettazioni devono essere pubblicabili, anche quelle che riguardano fatti privati, mentre la Lega vorrebbe vietare l’uscita delle intercettazioni nelle prime fasi delle indagini. Dalla ministra Bongiorno sicuramente non arriverà opposizione sulle intercettazioni, visto che tempo fa aveva dichiarato: “Se esistono ancora le intercettazione è grazie a me”, dopo un periodo di scontro con Berlusconi quando uscirono gli scandali sull’ex premier.

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