Arcelor Mittal contro il decreto Crescita: “Senza tutele impossibile la gestione”

Arcelor Mittal chiede la modifica del decreto Crescita, per poter continuare a gestire la fabbrica ex Ilva

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Arcelor Mittal ha pubblicato un comunicato nel quale contesta alcuni punti del decreto Crescita, i quali metterebbero in pericolo l’attuale gestione della fabbrica ex Ilva di Taranto, a causa della revoca dell’immunità per i commissari.

“Con il decreto Crescita si cancellano le tutele legali che erano presenti quando Arcelor Mittal ha accettato di investire nella fabbrica. Queste tutele sono necessarie fino al completamento del piano ambientale, per non incorrere in condanne per reati che gli attuali gestori non hanno causato”, questa la posizione dell’azienda con un comunicato pubblicato sul loro sito.

“Lo stabilimento è sotto sequestro dal 2012, ma nel 2017 è stato progettato un Piano Ambientale per rendere la fabbrica in linea con gli standard siderurgici europei e per affrontare i problemi cronici dell’Ilva di Taranto, utilizzando le migliori tecnologie con un investimento di 1,15 miliardi di euro”, spiegano da Arcelor Mittal.

Alla fine del comunicato si chiede di modificare il decreto Crescita, in votazione il 29 giugno, per far continuare ad Arcelor Mittal di gestire la fabbrica e completare gli interventi ambientali richiesti.