Torino, Appendino interrogata dai Pm: “La consulenza a Pasquaretta assegnata a mia insaputa”

La sindaca è indagata per concorso in peculato

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La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata ascoltata dai magistrati in merito dell’indagine sulla consulenza fantasma legata al Salone del Libro. Al centro dell’inchiesta c’è Luca Pasquaretta, ma la sindaca Appendino nega di aver avuto alcun ruolo nell’assegnazione della consulenza.

È stata depositata, dai legali della sindaca, una chat vocale su WhatsApp nella quale emergerebbe l’estraneità di Chiara Appendino: “Pensavo ti avessero avvertita”, queste le parole di Pasquaretta che scagionerebbero, secondo gli avvocati, la sindaca.

“Il contratto della consulenza a Pasquaretta è stato firmato a mia insaputa” ha dichiarato Chiara Appendino alle domande dei Pm sulla consulenza del suo ex portavoce. La sindaca è indagata per concorso in peculato, ma spera di uscirne senza condanne con le nuove prove depositate oggi. Bisognerà vedere se i Pm ammetteranno e daranno valore alla chat tra i due su WhatsApp.

“Mi ero opposta al contratto, ero convinta avessero preso atto della mia decisione, ma il 4 maggio 2018 ho saputo tramite i media che la consulenza era stata affidata lo stesso”, questa la posizione di Chiara Appendino sulla vicenda. L’interrogatorio è durato circa due ore.