Il Governo corregge i conti: “Ora procedura non giustificata”. Tagliati 7,6 miliardi

Il ministro Tria ha trovato i miliardi necessari per ridurre il deficit al 2,04%

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Il governo sembra aver trovato la quadra sui conti pubblici, per evitare la procedura di infrazione, dopo la trattativa portata avanti dal ministro Tria e dal premier Conte con i vertici europei. Con il Consiglio dei ministri di ieri, dove né Salvini né Di Maio erano presenti, si è approvato l’assestamento di bilancio, che rimette in linea il disavanzo con le richieste europee.

Secondo i numeri del ministro Tria, si avrà un aggiustamento di 0,3 punti percentuali, con un taglio dell’indebitamento netto di 7,6 miliardi. Innanzitutto si sono congelati subito 1,5 miliardi dal Reddito di cittadinanza e Quota 100, dopo che il governo si era reso conto di un minor numero di richieste rispetto alle stime. Per quest’anno l’obiettivo è mantenere il 2,04% di deficit della manovra di Bilancio approvata a dicembre.

Il governo da un lato corregge i conti per il 2019, cercando di evitare la procedura di infrazione, ma dall’altro non dà garanzie per la manovra 2020, come era richiesto dalla Commissione e come aveva chiesto il “falco” Oettinger nella giornata di ieri.

Tra le maggiori entrate stimate, grazie al successo della fatturazione elettronica ed a maggiori entrate dall’evasione, si mettono a bilancio circa 4 miliardi, a cui si aggiungono i 1,5 miliardi già citati ed altre entrate minori, per arrivare alla cifra cercata di 7 miliardi. Anche Mattarella aveva lanciato un appello per evitare l’apertura della procedura di infrazione, constatando il lavoro svolto dal governo sul disavanzo.