Tria: “Non è stata manovra correttiva. Aggiustamento strutturale nel 2020”

Il prossimo anno si dovrà fare un minimo di aggiustamento strutturale, ha spiegato il ministro Tria

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Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha commentato al Senato il lavoro per evitare la procedura di infrazione, con la lettera inviata alla Commissione e l’assestamento di bilancio approvato al Consiglio dei Ministri, con il quale ha trovato 7,6 miliardi di euro per il 2019.

“C’è stata una correzione molto forte nei conti, con un aggiustamento strutturale molto forte, portato avanti in un periodo difficile per l’economia, visto che siamo a crescita zero”, ha spiegato il ministro. Questo intervento, come ha dichiarato Tria, ha messo in sicurezza il paese anche sui mercati, come si è dimostrato con la rapida discesa dello spread, sotto quota 200 punti base come non avveniva da mesi.

“Alcuni hanno parlato di manovra correttiva dei conti pubblici, ma non c’è stata, c’è stata una correzione di bilancio in base agli andamenti annuali della finanza pubblica”, così Tria ha risposto alle opposizioni, che avevano fatto notare come il governo avesse fatto una manovra correttiva sulle richieste europee.

Questo aggiustamento, però, non varrà solo per l’anno in corso, infatti Tria ha spiegato che nella lettera alla Commissione il governo si è impegnato a continuare l’aggiustamento strutturale: “Non è stata citata la cifra, ma un minimo di aggiustamento dovrà essere fatto anche nella manovra di bilancio per il 2020”. Tria ha anche anticipato che il prossimo anno “ci sarà un po’ di flessibilità”.