Cassazione, vendere derivati della cannabis è illegale

La sentenza della Cassazione sulla cannabis light è stata depositata ieri

cannabis light sentenza cassazione

Le sezioni unite della Cassazione hanno depositato le motivazioni della sentenza dello scorso 30 maggio, quando venne dichiarata illegale la cannabis in vendita, causando gravi danni ai commercianti che operavano nei limiti imposti per legge.

“Non vale la legge sulla coltivazione per la commercializzazione di cannabis sativa, come foglie, resine e olio, ma vale la legge sulle droghe e quindi vendere derivati è illegale”, queste le motivazioni della sentenza della Cassazione.

La sentenza è stata depositata il 10 luglio 2019 e definisce illecita la “cessione” e “messa in vendita” dei derivati della coltivazione di cannabis light. Il commercio di questi prodotti, dunque, resta punibile per legge. Per quanto riguarda la coltivazione domestica, si rimanda al giudice che dovrà decidere caso per caso: “Ciò che occorre verificare non è la percentuale di principio attivo contenuta, ma l’idoneità della sostanza a produrre un effetto drogante”.

Il giudice dovrà esaminare le varie condotte e verificare la rilevanza penale delle stesse. In questo modo si toglie la discriminante sulla percentuale di Thc presente nelle sostanze vendute, che per legge era stato stabilito nel 2016 e che aveva portato all’apertura di diversi esercizi commerciali.