Tridico risponde sulle notizie su Pensioni anticipate, quota 100 ed opzione donna

Il presidente dell'Inps ha inviato una lettera al Corriere per spiegare alcune critiche ricevute

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Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha voluto fare chiarezza su alcune riforme pensionistiche che sono gestite dall’istituto di previdenza, dopo alcune critiche che erano arrivate ed erano state definite “infondate”.

Le critiche sono arrivate dopo il rapporto annuale dell’Inps, nel quale si erano date alcune informazioni sulle misure pensionistiche, come il numero di domande arrivate finora per Quota 100. Inoltre l’Inps aveva stimato oltre cinque milioni di pensionati sotto la soglia dei mille euro al mese, un problema che il governo aveva ribadito di voler affrontare quanto prima.

“Anche se venissero tolti l’Ape sociale, il Reddito di cittadinanza e strumenti non pensionistici, si scoprirebbe che il sistema pensionistico italiano è solido – ha spiegato Tridico – la spesa per le pensioni è di circa il 12%, in linea con gli altri paesi europei e quindi non c’è bisogno di creare allarmi”, queste le parole del presidente dell’Inps, che ha posto l’attenzione sui salari, con la quota salari scesa dal 68% al 59% negli ultimi 40 anni.

Per Tridico i problemi attuali riguardano l’alto tasso di disoccupazione, una demografia negativa ed un basso tasso di occupazione. Non è quindi Quota 100 od opzione donna il problema dell’Italia, per il presidente Inps.

Nelle stesse ore è intervenuta anche Orietta Armiliato, che presiede il Comitato Opzione Donna Social ed è attiva sulle politiche di riforma della pensioni. “Ci siamo stancati di sentire idiozie finalizzate solamente alla propaganda”, ha detto Orietta Armiliato.

Il riferimento è al costo di Opzione Donna, che nel 2015 era stimato in manovra di Bilancio su 2,5 miliardi di euro per un anno, destinato a 36mila donne e nell’anno successivo si misero 250 milioni in più per garantire l’uscita anche a chi era rimasto fuori.

“Secondo voi era possibile prorogare per tre anni Opzione Donna, quando queste erano le condizioni economiche richieste? Lo scorso anno si è fatta Quota 100, per 4,5 miliardi di euro, che andava a conglobare Opzione Donna, rendendola attiva per il 2019 ma alzando i requisiti anagrafici, peggiorando la legge originale”, ha spiegato la presidente del Comitato Opzione Donna Social.