Pensioni 2019, la Fornero: “Quota 100 non serviva, ecco l’età giusta”

La Fornero sostiene che quando ci sarà solo il contributivo si potrà dare al lavoratore la scelta dell'età

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Sul tema della pensioni è tornata a parlare la professoressa Fornero, autrice della riforma delle pensioni che porta il suo nome, molto contestata negli ultimi anni e su cui la Lega ha fatto molta campagna elettorale, portando poi Quota 100 una volta al governo.

Elsa Fornero, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Monti, ha rilasciato un’intervista dove ha parlato della riforma pensioni del 2019, criticando Quota 100, la misura voluta dal governo Conte per cercare di dare un pre-pensionamento ai cittadini. Secondo la Fornero, bisognerebbe finirla di cercare di mandare le persone in pensione prima, ma bisognerebbe puntare sul lavoro e sui giovani.

Quota 100 non era una priorità, come dimostrano i dati, le stime era di molto superiori rispetto ai cittadini che hanno fatto domanda”, ha spiegato Elsa Fornero, che lancia una frecciata a Matteo Salvini, reo di aver “propagandato” l’abrogazione della sua legge, per poi aver dato vita ad una rimodulazione inferiore.

In totale sono circa 150mila le domande arrivate al governo per le pensioni Quota 100, con una proiezione di 200mila persone che andranno in pensione nel 2019.

“Le priorità sono la creazione di lavoro e la relativa occupazione dei giovani. L’idea di far lavorare i giovani, mandando in pensione chi lavora già, è un’idea perdente, compito del governo è creare lavoro per tutti, giovani, anziani e donne”, ha spiegato la Fornero. Contestate anche le modalità con cui sono state fatte le riforme, cioè a debito: “Si mette l’onere ed il carico sulle generazioni future”, ha detto l’ex ministro.

L’età per andare in pensione?

Per la professoressa Fornero l’età giusta per andare in pensione dovrà essere scelta dal lavoratore in futuro, appena il sistema diverrà totalmente contributivo. “Nella legge attuale l’età è flessibile, solo che la spesa pensionistica è ancora troppo alta, a causa delle modalità con cui si andava in pensione in passato, con il pensionamento anticipato. Con il passare al contributivo sarà possibile dare in mano al lavoratore l’età per andare in pensione, senza Quota 100 e senza Quota 41 per tutti che significherebbe ripristinare le pensioni per anzianità”.

Se le persone lavoreranno più a lungo, avranno una pensione più alta, altrimenti l’assegno si ridurrà, ma sarà comunque possibile andare in pensione prima. “La flessibilità è prevista già dall’attuale legge, si può andare da 63 anni a 70, chi ha la salute e vuole un assegno più alto resta fino a 70 anni”, ha spiegato la Fornero.

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