Tria ha pronta la manovra “salva Iva” utilizzando le detrazioni

Il ministro Tria starebbe valutando di tagliare alcune detrazioni fiscali per sterilizzare l'Iva

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Togliere alcune detrazioni fiscali per evitare l’aumento dell’Iva, questo sarebbe l’obiettivo del ministro Tria, che dovrebbe trovare 23 miliardi tra gli sconti fiscali per sterilizzare le clausole di salvaguardia sull’imposta indiretta.

Se ci riuscisse, sarebbe la prima volta in sette anni di tentativi di sterilizzare l’Iva in maniera strutturale. Finora le clausole di salvaguardia sono state sterilizzate tutte in deficit o con minori operazioni di spending review. Trovare 23 miliardi, senza probabilmente toccare le detrazioni sanitarie, per ovvie ragioni elettorali, non sarà facile, ma aprirebbe la strada alla manovra del Governo.

Il ministro dell’Economia ha stimato un deficit all’1,8% per il 2020, significa che sterilizzando l’Iva con le detrazioni fiscali, poi il governo gialloverde avrebbe un notevole “tesoretto” da utilizzare per le misure care a M5S e Lega, come la flat tax ed il taglio del cuneo fiscale. Le due misure andrebbero a costare circa 16miliardi di euro (12-13 la flat tax e 4 il cuneo fiscale), con l’idea, da parte leghista, di “inglobare” gli 80 euro di Renzi all’interno del taglio.

Se si togliessero gli 80 euro di Renzi per fare il taglio delle aliquote fino a 50mila euro, la flat tax sarebbe quasi a costo zero, visto che la riforma dell’ex premier del PD costa circa 10 miliardi annui. In questo scenario la flat tax sembra realizzabile senza nemmeno andare allo scontro con l’Europa, che nel prossimo autunno vedrà entrare in carica la nuova commissione di Ursula von der Leyen.

 

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