Pensioni 2020, ultimissime news: apertura del Governo a Quota 42

Quota 42 è la nuova proposta della Lega, per arrivare a Quota 41

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Ancora non è chiaro se nella prossima manovra di bilancio del 2020 verranno effettuate delle modifiche alla riforma delle pensioni, che al momento beneficia degli effetti di Quota 100, con l’obiettivo, però, di estendere la platea.

La Lega ha più volte detto di voler approvare Quota 41 per tutti, una misura pensionistica basata solamente sui contributi, senza tener conto dell’età anagrafica, come accade con Quota 100. Al momento è attiva solamente Quota 41 precoci, che consiste in una possibilità di pensionamento per chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni e che ha delle difficoltà in famiglia, con un parente con handicap da assistere. Molti paletti, dunque, che rendono il bacino di cittadini che possono far domanda molto ridotto.

Durigon: “Valuteremo Quota 42”

Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, intervistato da pensionipertutti.it, ha spiegato come la Lega stia valutando di inserire una misura intermedia tra Quota 100 e Quota 41, anche perché con la flat tax da fare le risorse in campo non sono molte per le pensioni. Quota 42 potrebbe essere la soluzione, sarebbe un miglioramento rispetto a Quota 100, perché non prevederebbe più l’età come paletto, ma si parlerebbe solamente di contributi, fissati a 42 anni.

“La proposta è interessante, la proporrò per una valutazione”, ha commentato Durigon, che ha ammesso, però, il costo alto della misura, molto di più di Quota 100. Il sottosegretario ha spiegato che lo scorso anno prima di arrivare a Quota 100 avevano fatto stilare al presidente dell’Inps, Tito Boeri, una lista di possibili misure di pensionamento, che però costavano tutte molti miliardi e per questo alla fine si è optato per Quota 100, che non ha soddisfatto tutti i cittadini, considerando il basso numero di domande rispetto alle stime. Molti cittadini non considerano Quota 100 conveniente, qui avevamo provato a stilare dei motivi che potevano spiegare questo mini-flop.

Le donne restano penalizzate da Quota 42

A sostenere questa tesi è Orietta Armiliato, la presidente del CODS, il Comitato Opzione Donna Social, che da mesi porta avanti la richiesta per la proroga fino al 2023 di Opzione Donna, la misura pensionistica che consente alle donne di lasciare il lavoro a 58 anni (59 per le autonome) e 35 anni di contributi.

Le critiche a Quota 42 sono precise: “Come è emerso anche da Quota 100, la proposta è interessante ma adatta ad una platea maschile perché le donne non riuscirebbero a raggiungere i livelli contributivi richiesti. Anche questa non sarebbe una misura per le donne”, ha spiegato Orietta Armiliato su Facebook.

Per le donne l’obiettivo minimo è la proroga al 2020 di Opzione Donna, che più volte è stata già confermata da fonti del governo e dallo stesso Durigon e che dovrebbe entrare nella prossima manovra di bilancio. Per il momento è possibile fare richiesta di pensione fino al 31 dicembre 2019. In questo caso le risorse economiche da inserire sarebbero minori e quindi è possibile che venga fatta già quest’anno.