Roma, omicidio Piscitelli: è stata una trappola. Cronisti minacciati

Fabrizio Piscitelli sarebbe caduto in una trappola

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Si evolve il caso legato all’ultrà della Lazio, Fabrizio Piscitelli, 53 anni, soprannomitato “Diabolik” dagli amici, ucciso in un parco nella periferia romana. Si sarebbe trattato di una trappola, alla quale l’uomo sarebbe caduto, presentandosi all’appuntamento insieme al suo autista e guardia personale cubana, fuggita dopo lo sparo.

La pistola si è inceppata

Come riportato da alcuni testimoni, la pistola del killer si sarebbe inceppata prima di uccidere Fabrizio Piscitelli. A riferirlo agli agenti della squadra mobile di Roma sarebbe stato un testimone che ha assistito alla scena. Non è chiaro se abbia fornito anche dettagli sul killer, per la sua identificazione. Secondo quanto riportato il killer era vestito da runner e sarebbe subito fuggito.

Il proiettile sarebbe stato esploso dall’alto verso il basso, con un colpo alla testa, che ha generato un lago di sangue nella zona della panchina. Sono in corso anche accertamenti sui tabulati, per capire con chi si dovesse incontrare “Diabolik”.

Cronisti minacciati

Alcuni cronisti sarebbero stati minacciati, come hanno riportato il segretario ed il presidente del Fnsi: “Oramai chiuque ritiene di poter molestare i cronisti che esercitano il diritto di cronaca. Questa mattina sono state effettuate minacce a chi cercava di documentare l’assassinio di Fabrizio Piscitelli. I molestatori sono stati ripresi dalla telecamere. Siamo certi che le autorità potranno sanzionarli come previsto dalla legge”.