Aumento dell’Iva, cosa succede con la crisi di governo?

L'aumento dell'Iva comporterà una spesa di circa 550 euro in più per gli italiani

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Il tema dell’aumento dell’Iva è più che mai centrale negli ultimi giorni, dopo la proposta di Renzi di farsi carico della manovra di bilancio per evitare che aumentino le imposte dirette. La crisi di governo è stata aperta da Salvini, che ha chiesto elezioni anticipate ad ottobre, per formalizzare il consenso ricevuto alle elezioni europee e che gli ultimi sondaggi elettorali sembrano confermare.

Il rincaro dell’Iva è previsto già nel Def che ha scritto il governo Conte ad aprile, con 23 miliardi di clausole di salvaguardia da sterilizzare. Se non ci dovessero essere misure alternative, l’aumento dell’Iva scatterà in automatico dal 1 gennaio 2019. Si tratta di un tema che interessa da vicino i cittadini, perché andrà ad influire nella spesa quotidiana.

A cosa è dovuto l’aumento dell’Iva?

Da molti anni sono presenti le clausole di salvaguardia sull’Iva, messe dal governo Monti e sempre posticipate in un modo o nell’altro. Servono a “salvaguardare” i conti, per evitare di sforare i limiti europei e far decollare il deficit. Possono essere “disinnescate” ogni volte fornendo il gettito necessario per non farle scattare.

Cosa comporterà l’aumento dell’Iva?

Si aumenterà l’imposta indiretta sui consumi dal 22% attuale al 25,2%, mentre l’aliquota ridotta, applicata ai beni alimentari, passerà dal 10% al 13%. Andrà ad influire sui consumi e sulla spesa dei cittadini. Il Sole 24 Ore ha stimato circa 550 euro in più di spesa per la famiglia.