Russia, aumentano le radiazioni dopo l’esplosione. Evocato Chernobyl

L'esplosione nucleare non è ancora stata del tutto chiarita dalla Russia

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L’incidente nucleare che è avvenuto nel Mar Bianco nei giorni scorsi, e che ha causato la morte di cinque russi, è stato oggi confermato dalle autorità russe. Le notizie che arrivano dalla Russia sono molto poche, non sono state rese note con precisione le radiazione che ha provocato l’esplosione di quello che sembra essere stato un missile a propulsione nucleare, in fase di test, come ipotizzato da Jeffrey Lewis del Centro James Martin.

Secondo quanto riportato da GreenPeace, sono stati rilevate radiazioni superiori di 20 volte al normale. Il governo russo ha già messo in atto una “zona di esclusione”, nella Baia del fiume Dvina, con parole che molti associano a quello che fu l’incidente nucleare più grave del continente, a Chernobyl.

Ipotesi mini reattore scartata

A emettere questa ipotesi l’Istituto panrusso di Fisica sperimentale di Sarov, che si trova a 400 chilometri da Mosca e che aveva parlato di ricerche su “la creazione di piccole fonti di energia con l’utilizzo di materiali radioattivi”. Questa ipotesi sarebbe stata scartata.

Rischio Chernobyl

Sono passati sei giorni per far arrivare la conferma del Cremlino che l’esplosione sarebbe stata causata da un test missilistico fallito. L’esplosione è avvenuta nel Nord della Russia, con cinque scienziati morti durante il test. Sul luogo dell’esplosione era presente una nave specializzata nei rifiuti nucleari, il che confermerebbe che si stavano svolgendo dei test nucleari.

Si evoca l’incidente di Chernobyl, che venne tenuto nascosto a tutta Europa per molto tempo, con giustificazioni che peggiorarono la situazione, come riassunto anche nella serie televisiva uscita poco tempo fa.