Pensioni, Quota 100 ultimissime: misura a rischio con governo PD-M5S?

Quota 100 è a rischio con il Governo PD-M5S

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In piena crisi di governo, con il premier Conte che dovrebbe parlare ed annunciare le sue dimissioni nella giornata di domani, il che aprirebbe le porte ad un Governo tra PD e M5S, una delle misure pensionistiche dell’anno sembra a rischio: Quota 100 potrebbe essere “cancellata” per sgongiurare l’aumento dell’Iva nella prossima manovra di Bilancio 2020.

Le clausole Iva da “disinnescare”

Negli anni tutti i governi hanno dovuto affrontare le clausole Iva, dal 2011 quando Berlusconi iniziò ad utilizzarle, come abbiamo spiegato qui, ma che ora sono diventate molto vaste: 23 miliardi per il 2020 e 28 miliardi per il 2021. In questo scenario una delle riforme varate a dicembre 2018, cioè il Reddito di cittadinanza e Quota 100, che hanno aggiunto 10 miliardi alle clausole già esistenti, come spiegato nell’articolo, potrebbe essere cancellata.

La cancellazione di Quota 100 spaventa i cittadini che il prossimo anno avrebbero raggiunto 38 anni di contributi e 62 anni di età, una stima di circa 200mila persone, come ha sottolineato questo stesso governo, in base alle domande pervenute nel 2019.

PD e M5S potrebbero decidere di cancellare Quota 100

Il leader politico del M5S non ha mai negato che il provvedimento sulle pensioni era stato voluto dalla Lega, inoltre è anche quello più criticato dall’Europa, per il “sovraccarico” del sistema pensionistico nei prossimi anni.

Anche dal PD non hanno mai avuto parole di sostegno della riforma Quota 100, sulla linea delle dichiarazioni della Commissione Europea. Ma già il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha dovuto “sforbiciare” la misura con una manovra correttiva per scongiurare la procedura di infrazione.

Anche il professore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Andrea Roventini, che era il candidato ministro del M5S per le elezioni del 4 marzo, si è schierato contro Quota 100: “La misura pensionistica varata dalla Lega è uno spreco inaudito di risorse, oltre ad essere sessista perché favorisce i cittadini maschili, che hanno più contributi. Quota 100 non rilancia la domanda, perché le persone che vanno in pensione riducono le proprie spese”, queste le parole del professore vicino al M5S.