Toto-Ministri, tutti i nomi possibili per il Governo PD-M5S

Molti i possibili ministri che potrebbero andare al Governo PD-M5S

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Redazione
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Oggi Conte ha ricevuto l’incarico dal presidente Mattarella ed ora dovrà formare la lista dei ministri da presentare poi al Quirinale. I nodi da sciogliere sono molti, a partire dai vicepremier, che il M5S vorrebbe per entrambi i partiti, mentre il PD spinge per il nome unico, che potrebbe essere quello di Andrea Orlando, attuale vicesegretario, oppure quello di Dario Franceschini.

Il toto-ministri del governo giallo-rosso ha ancora lati oscuri, visto che le trattative tra i due partiti sono ancora in corso e solo alcuni ministeri sono stati “assegnati”. Per esempio è quasi sicuro che il ministero dell’Economia vada al PD, dopo che il M5S ha preso il ruolo del premier.

Ma la partita fondamentale è quella dei ministeri chiave, come quello degli Interni, che dovrà gestire l’immigrazione e presumibilmente riceverà molte critiche da parte di Salvini. Necessario, dunque, un nome forte per questo ruolo, oltre a quello atteso per il ministero dell’Economia, che dovrà scongiurare l’aumento dell’Iva nella prossima manovra di bilancio.

Ministro dell’Interno

Per questo ministero ci sono varie ipotesi, potrebbe tornare Marco Minniti, anche se questa ipotesi è scesa nelle ultime ore, con l’esclusione di esponenti di governi precedenti dalla lista dei ministri. Un nome ancora molto probabile è quello dell’attuale capo della Polizia, Franco Gabrielli, che ufficialmente arriverebbe con il ruolo di tecnico, nonostante la sua vicinanza a Renzi ed al PD.

Un altro scenario possibile è quello di legale questo ministero con il ruolo di vicepremier, con Andrea Orlando che potrebbe avere il doppio mandato, come era stato con Salvini.

Ministro dell’Economia e delle Finanze

Per questo ministero si sono fatti molti nomi, sia per quanto riguarda il PD, sia per il Movimento 5 Stelle. Il ministro dell’Economia dovrà scrivere la prossima manovra di bilancio ed evitare l’aumento dell’Iva, previsto dal 1 gennaio 2020 al 25,2%. Il Governo PD-M5S è nato sull’idea di evitare questo aumento, dunque uno dei primi compiti del ministro dell’Economia sarà quello di trovare i 23 miliardi necessari ad evitare l’innalzamento dell’imposta indiretta.

Uno dei nomi è quello di Roberto Gualtieri, esponente PD vicino a Renzi, già con ruoli economici a Strasburgo. Il suo nome è stato fatto anche per il ruolo di Commissario europeo che avrà l’Italia, ancora non comunicato all’Europa.

Dal Movimento 5 Stelle la proposta è quella di Andrea Fioramonti, già nella lista dei ministri presentata agli elettori per le elezioni politiche del 4 marzo, ma questo nome non è molto probabile, avendo il M5S già il ruolo del premier, è difficile che possa ottenere anche il ministero economico.

Un altro nome in quota PD è quello di Antonio Misiani, attuale responsabile economico del partito, più vicino a Zingaretti.

Ministro degli Affari Esteri

Su questo ministero per ora si è fatto solo il nome di Paolo Gentiloni, che ha ricoperto questo ruolo già nel Governo Renzi. Altrimenti si potrebbe confermare Enzo Moavero Milanesi come tecnico.

Ministro della Difesa

Secondo quanto riportato da alcune fonti, questo ministero potrebbe rimanere al M5S, ma non è chiaro se sarà confermata Elisabetta Trenta, oppure potrebbe essere Di Maio a subentrare, come si è ipotizzato nelle ultime ore.

Ministro del Lavoro

I ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro dovrebbero tornare separati, dopo che il Governo Conte li aveva uniti e assegnati a Luigi Di Maio. Qualora Di Maio non andasse alla Difesa, potrebbe finire al ministero del Lavoro.

Ministro dello Sviluppo Economico

Per questo ruolo è stato fatto il nome di Paola De Micheli, attuale vicesegretaria del PD, che potrebbe prendere questo ministero ed avere il controllo delle crisi aziendali, a partire dall’Ilva, che rischia la chiusura il 6 settembre.

Ministro della Giustizia

Questo ministero dovrebbe restare al Movimento 5 Stelle, ma non è chiaro se sarà confermato Alfonso Bonafede, nome di cui si è parlato anche per il ruolo di vicepremier, qualora ce ne fossero due, come ha escluso il PD.

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