Allarme Ocse: “Nel 2050 in Italia ci saranno più pensionati che lavoratori”

L'Ocse ha consigliato ai governi di aumentare l'età pensionabile

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L’Ocse, l’istituto di Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ha stilato e pubblicato un rapporto allarmante sui dati demografici italiani nel 2050, quando ci potrebbero essere più cittadini pensionati che attivi lavorativamente.

Questo allarme si unisce a quello demografico uscito poco tempo fa, riguardante la natalità, ferma in Italia ed Europa, che causerà una perdita di cinque milioni di persone in 30 anni.

Il problema nell’avere più pensionati che lavoratori, nel sistema contributivo, sta a significare una possibile impossibilità nel pagare le pensioni. Avendo meno lavoratori che pagano i contributi ci sarà un deficit di denaro da reperire per pagare i pensionati.

Secondo l’Ocse la percentuale di inattivi o pensionati over50 che sarà necessario mantenere (dai lavoratori) nel 2050 aumenterà del 40% rispetto ai livelli attuali. L’Ocse ha invitato i governi a promuovere riforme che permettano il lavoro anche in età avanzata. Se si aumentasse l’età lavorativa il 40% potrebbe essere ridotto al 9%, fanno sapere dall’istituto.

Il tema delle pensioni è delicato in Italia, con l’approvazione nell’ultima manovra di bilancio di Quota 100, molto apprezzata dai cittadini, ma che permette di andare in pensione anticipata, il contrario di quanto consigliato dall’Ocse. Il nuovo governo PD-M5S potrebbe infatti stoppare la riforma pensionistica voluta da Salvini, proprio per questo motivo, oltre che è stato stimato un aumento dei costi al 2028 per 45 miliardi di euro.

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