Pensioni Quota 100, ultimissime: Renzi e Padoan per la cancellazione

Per gli esponenti del PD la misura di Quota 100 dovrà essere cambiata

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Mentre il nuovo Governo PD-M5S sta nascendo, non senza molte difficoltà, sono arrivate le prime impressioni di esponenti democratici sulla riforma pensionistica di Quota 100, con giudizi che non lasciano spazio a dubbi. Quota 100 è effettivamente a rischio, a causa dei suoi costi elevati, stimati nei giorni scorsi in 45 miliardi fino al 2028, e potrebbe essere “sacrificata” nella prossima manovra di bilancio.

Quota 100 verrà cancellata dal nuovo Governo?

Già nei giorni scorsi c’erano state delle avvisaglie di giudizi negativi sulla riforma, arrivati da Tommaso Nannicini, responsabile economico del PD, che aveva posto la questione dei lavoratori disagiati, come gli edili, facendo intendere che la riforma potrebbe rimanere solo per alcune tipologie di lavori gravosi.

Una delle ipotesi sul tavolo è quella di togliere Quota 100 e permettere di andare in pensione a 60 anni per chi effettua lavori pesanti, come, appunto, operai ed edili. Inoltre la riforma pensioni di Quota 100 non ha avuto questo successo, con solo 150mila domande arrivate ed una stima a fine anno di 200mila persone che andranno in pensione, mentre il Governo giallo-verde ne stimava 300mila. Significa che 100mila persone hanno preferito continuare il proprio lavoro. Inoltre Quota 100 era già stata tagliata a luglio dal ministro Tria, per evitare la procedura di infrazione, basandosi proprio su quei dati del “flop” delle domande.

Anche Renzi nella sua intervista rilasciata nei giorni scorsi, ha ipotizzato un possibile taglio di Quota 100, che sarebbe ben visto anche dal M5S, impegnato solo sul fronte Reddito di cittadinanza e con la misura pensionistica che è stata voluta fortemente da Salvini.

Anche Pier Carlo Padoan oggi in un’intervista ha spiegato che Quota 100 costa molto e non produce posti di lavoro: “A differenza di quanto veniva fatto credere, non crea occupazione, riduce i posti di lavoro ed è molto costosa”, ha dichiarato l’ex ministro dell’Economia. La sua proposta sarebbe quella di “lasciare morire” Quota 100 fino alla sua scadenza, evitando di rinnovarla. Quindi resterebbe attiva fino al 2021, come da manovra di bilancio.

Opzione Donna verrà prorogata?

Un’altra questione riguarda Opzione Donna, che scade il 31 dicembre 2019 ed ancora non è stata prorogata. Il suo costo è inferiore a Quota 100 e questo potrebbe convincere il nuovo Governo ad inserirla nella manovra di bilancio.

Con Opzione Donna è possibile andare in pensione con 58 anni di età (59 per le autonome) e 35 di contributi. Una buona opportunità che negli anni è sempre stata sfruttata dalle donne, con la formazione anche di un comitato CODS, presieduto da Orietta Armiliato, il quale si è battuto negli ultimi mesi per la proroga al 2023. Intanto ora si aspetta la proroga di Opzione Donna per il 2020, ma per il momento gli esponenti del nuovo governo non si sono espressi su questo.