Riforma Pensioni 2020, arrivano conferme sul taglio di Quota 100. Cisl: “Non toccatela”

La Cisl propone di modificare e migliorare Quota 100

riforma pensioni quota 100 governo pd m5s cisl

Dopo il via libera di Rousseau al Governo PD-M5S si comincia a parlare di misure da prendere in ottica economica, con la manovra di bilancio che dovrà essere subito impostata per presentare la bozza del DEF a fine settembre, che dovrà contenere le linee da seguire per il 2020.

Conferme sul taglio o modifica delle pensioni Quota 100

Dopo gli annunci, autorevoli all’interno del Partito Democratico, di Pier Carlo Padoan, ex ministro dell’Economia, e di Matteo Renzi, i quali avevano parlato, in modo diverso, di una rimodulazione di Quota 100, è intervenuto sul tema anche Luigi Marattin, consigliere economico ai tempi del Governo Renzi.

In un intervento a SkyTG24 Economia si è confrontato con l’esponente leghista Claudio Borghi, lasciandosi sfuggire che Quota 100 potrebbe essere modificata dal nuovo governo, criticandola per gli elevati costi, come era stato anche mostrato dal Sole 24 Ore con i 45 miliardi di costi fino al 2028.

Cisl: “Non cancellate Quota 100, avanti con Quota 41”

Il sindacato Cisl è intervenuto con un comunicato a favore ed in difesa di Quota 100: “La riforma delle pensioni di Quota 100 era stata inventata dalla Cisl ma nessun governo la prese mai in considerazione – si legge nel comunicato del sindacato – la proposta della Cisl era migliore perché non poneva paletti su età anagrafica o anni di contributi, ma solamente che la somma facesse 100”, hanno spiegato dalla Cisl, con la loro proposta di Quota 100 che poteva prevedere 64 anni di età e 36 anni di contributi.

“Se nel pubblico impiego si notano dei buchi lavorativi dopo i pensionamenti, la colpa non è di Quota 100 ma del governo e della gestione della Pubblica Amministrazione”, questa la posizione del sindacato su Quota 100, attaccata anche per non aver prodotto abbastanza lavoro, come era stato promesso da Salvini e la Lega.

La proposta della Cisl è quella di non cancellare Quota 100 e di migliorarla, per i lavoratori che fanno attività più gravose ed usuranti, oltre quelli precoci. Una delle proposte è quella di andare in pensione con Quota 41, cioè con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. La Lega era stata una delle promotrici di Quota 41 per tutti, poi accantonata per i costi troppo elevati, come avevano ammesso stessi esponenti leghisti.