Come il governo vuole combattere l’evasione fiscale: le quattro proposte

Il Mef sta lavorando ad alcune norme per incentivare ed obbligare all'uso della moneta elettronica

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La lotta all’evasione fiscale sarà uno dei punti della prossima manovra economica, rimasta l’ultima possibilità per reperire fondi aggiuntivi da utilizzare per coprire le clausole di salvaguardia dell’Iva. Il ministero dell’Economia, con Roberto Gualtieri, sta studiando un piano di bonus e sanzioni che dovrebbe incentivare l’utilizzo della moneta elettronica, con più fatture e gettito per lo Stato.

Il contrasto all’evasione ed al nero è uno degli obiettivi che sempre i governi si pongono, anche per trovare risorse aggiuntive per l’anno seguente. La lotta all’evasione con la digitalizzazione era iniziata nel 2018 col PD che approvava la fatturazione elettronica e gli scontrini elettronici, una misura inizialmente contestata ma che ha già dato dei frutti nei suoi primi mesi di attuazione.

Bonus e detrazioni se il costo è pagato con moneta elettronica

Questa una delle idee su cui stanno lavorando al Mef, che prevede alcuni benefici fiscali per chi paga in maniera elettronica, riducendo quindi la possibilità di nero e di evasione. Una lotta che va oltre l’evasione fiscale e che riguarda anche la lotta alle mafie ed alla criminalità organizzata, visto che molte società criminali operano per la maggior parte in nero.

L’esempio del Portogallo.

La strada che si vuole seguire è quella iniziata in Portogallo anni fa, dove era presente un’elevata evasione fiscale e dove si è riusciti ad alzare il gettito fiscale del 13% nel 2013. Per esempio se si chiede la fattura in albergo o in ristorante in Portogallo, poi è possibile ottenere una detrazione del 15% da poter utilizzare l’anno successivo nella dichiarazione dei redditi.

I cittadini potrebbero ricevere dunque bonus e detrazioni per operazioni quotidiane, se effettuate con la moneta elettronica.

Abolizione delle commissioni sulle transazioni minime

Per dare la possibilità a tutti di utilizzare i pagamenti elettronici, il Governo sta studiando un modo per “allentare” la presa sui commercianti, che da tempo si lamentano delle commissioni sulle transazioni elettroniche e per questo spesso non accettano pagamenti digitali.

Si potrebbe avere un’esenzione delle commissioni per i pagamenti al di sotto di alcuni limiti, sembra ci sia già un accordo con gli istituti bancari per la fascia che va dai 5 euro ai 25 euro.

Sanzioni per chi rifiuta il POS

L’obbligo dell’utilizzo del POS è già vigente, ma quello che manca è un sistema di sanzioni che sia efficace e che porti effettivamente ad un aumento dei commercianti che offrono questo servizio. Al momento non esiste l’importo della sanzione, perché bocciato dal Consiglio di Stato, a causa della mancanza della norma.

Pagamenti elettronici obbligatori per chi lavora nella PA

Le aziende della Pubblica Amministrazione potrebbero essere costrette ad accettare solo pagamenti elettronici, comprese le società che offrono servizi pubblici. In molte città all’anagrafe si accetta già solo la moneta elettronica, ma questo dovrà essere esteso a tutto il paese.