Raduno di Pontida, aggressione ad un videomaker di Repubblica. Insulti a Gad Lerner

Il raduno di Pontida è stato caratterizzato da un'aggressione ad un reporter di Repubblica

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

Il raduno di Pontida è iniziato questa mattina, con la preparazione per l’arrivo dei principali esponenti della Lega e con una partecipazione che si attende molto alta dagli organizzatori, sulle 80mila presenze, in aumento rispetto allo scorso anno.

Con la piazza ancora non piena, c’è stata un’aggressione ad un videomaker operante per Repubblica, Antonio Nasso, che ha ricevuto un pugno sulla telecamera da un manifestante. L’operatore era stato accusato di essere “di parte” ed individuato come “provocatore” dalle persone a cui stava facendo domande.

Insulti anche all’arrivo di Gad Lerner, in una contrapposizione sociale che è molto sentita nei luoghi più “polarizzati” degli schieramenti politici, complice anche una politica che ha favorito questo meccanismo. “Sei un massone”, “Buffone” questi alcuni degli insulti rivolti verso il giornalista, che ha commentato l’accaduto con i cronisti: “Vengo a Pontida prima di loro, sono qui per un servizio”.

Lo slogan della giornata: “La forza di essere liberi”

Questo è lo slogan scelto dai vertici leghisti per l’edizione 2019, che arriva poco dopo la formazione del nuovo Governo giallo-rosso, con un grande striscione a fare da sfondo al palco dove interverranno gli esponenti della Lega.

Soddisfatto Salvini della partecipazione: “Non ho mai visto una Pontida così grande – ha detto ai cronisti – vengo da 26 anni e non c’era mai stata questa coda di auto e pullman. Vogliamo un governo del popolo contro il governo del palazzo”. Il leader della Lega fa un passo indietro anche sugli insulti a Mattarella di ieri, del deputato leghista Vito Comencini, chiarendo che occorre “sempre portare rispetto” e che i toni sono stati sbagliati.

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