Arabia Saudita pronta a ripristinare il 30% di produzione di petrolio

La compagnia petrolifera Saudi Aramco ha comunicato che riprenderà il 30% della produzione negli impianti colpiti

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L’Arabia Saudita potrebbe essere in grado di ripristinare il 30% della produzione di petrolio, dopo gli attacchi con i droni che hanno colpito due stabilimenti. Era stato anche ipotizzato l’utilizzo dei barili “di emergenza”, per evitare l’aumento dei prezzi a causa della poca produzione. Se dovesse riprendere la produzione di greggio nella prossime ore, ci dovrebbe essere solo un minimo rincaro sui barili.

A darne comunicazione la compagnia petrolifera Saudi Aramco, che ha spiegato come intenda riprendere il 30% della produzione entro la fine della giornata. In totale era a rischio il 5% della fornitura mondiale di petrolio, a causa degli attacchi dei giorni scorsi. Uno dei due stabilimenti attaccati, quello di Abqaiq, è il più grande impianto di lavorazione del greggio al mondo, per questo tutta la produzione mondiale di petrolio era a rischio aumento, con conseguenze anche per la nostra benzina.

Il ripristino del 30% della produzione consentirà di avere circa 2 milioni di barili al giorno, come comunicato dalla stessa Saudi Aramco, per tranquillizzare i suoi fornitori, su tutti gli Stati Uniti, che hanno dato la colpa degli attacchi all’Iran, nonostanti i ribelli yemeniti abbiano rivendicato l’attacco. In totale la fornitura quotidiana di Saudi Aramco è di 10 milioni di barili in tutto il mondo.

L’Agenzia internazionale per l’Energia ha comunicato di essere al corrente con l’accaduto e si è detta pronta a rilasciare le scorte di petrolio, qualora fosse necessario per evitare l’aumento dei prezzi.

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