Bce, il Parlamento europeo approva la nomina della Lagarde. M5S si astiene

Approvata la mozione a favore della nomina di Christine Lagarde alla BCE

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

Il Parlamento europeo ha approvato la mozione del ministro Gualtieri a favore della nomina di Christine Lagarde a capo della Banca Centrale Europea, con 394 voti favorevoli, 206 contrari e 49 astenuti. Il Movimento 5 Stelle si è astenuto, contrariamente a quanto sostenuto dal gruppo dei Verdi, al quale i grillini vorrebbero entrare, che hanno dato parere favorevole. Christine Lagarde riceve così la fiducia dell’Europarlamento, per la sostituzione di Mario Draghi al comando della Bce.

M5S: “La Lagarde è responsabile delle politiche UE”

Per motivare il voto di astensione è intervenuto l’eurodeputato del M5S, Nicola Pedicini: “Abbiamo cercato un motivo per votare favorevolemente alla mozione su Christine Lagarde, ma non abbiamo avuto successo, perché è responsabile della crescita del debito in Europa per salvare le banche tedesche e francesi, che ha portato ad una redistribuzione dal basso verso l’alto”, questa la posizione del Movimento 5 Stelle, con riferimento al periodo durante il quale la Lagarde era in carica al Fondo Monetario Internazionale.

PD favorevole alla nomina della Lagarde

Il Partito Democratico ha votato a favore della nomina, con l’intervento anche della neo presidente della Commissione Affari Economici del Parlamento, Irene Tinagli, che ha definito un “fatto storico” la nomina di una donna come presidente della Bce. Irene Tinagli ha letto la relazione preparata da Gualtieri: “La Lagarde ha dimostrato di essere in grado di assolvere il compito e delle sfide, per portare avanti la missione iniziata da Draghi”.

Christine Lagarde si troverà di fronte il nuovo Quantitative Easing di Mario Draghi, da portare avanti da novembre per 20 miliardi di euro al mese, in acquisto di titoli di stato, con l’obiettivo dell’inflazione al 2%.

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