Whirpool, tensione al ministero: sindacalisti aggrediti

Momenti di tensione a Roma durante l'incontro al Mise tra i vertici Whirlpool ed i sindacati

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

Momenti di tensione al ministero dello Sviluppo Economico, dove si era radunato un presidio di circa 200 persone della Whirlpool, che chiedono la risoluzione della crisi aziendale, come era stato promesso dal precedente governo. Alcuni rappresentanti sindacali sono stati aggrediti verbalmente e fisicamente, tanto che si sono dovuti proteggere dietro i cancelli del ministero.

Evitare la chiusura dello stabilimento di Napoli

Questa è la richiesta dei lavoratori, dopo che la Whirlpool nelle scorse settimane aveva annunciato la chiusura nello stabilimento a Napoli, mettendo a rischio oltre 400 posti di lavoro. I sindacati hanno proposto uno sciopero anche per le altre sedi della Whirlpool, in maniera tale da poter porre alcune condizioni all’azienda.

L’ex ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, aveva proposto di togliere il finanziamento di 15 milioni di euro, subordinato alla riconversione industriale dell’azienda, in maniera tale da interrompere la chiusura della sede.

Annunciata la cessione del ramo di Napoli

L’ad Luigi La Morgia ha dato disposizioni per vendere domani il ramo dell’azienda per la sede di Napoli: “L’unica soluzione che abbiamo è quella di trovare un nuovo partner – ha detto l’amministratore delegato – il quale è stato individuato in Prs. Con questa soluzione crediamo di poter mantenere i livelli occupazionali”.

I lavoratori sono contrari alla cessione del ramo dell’azienda e per questo si sono scagliati contro la delegazione sindacale, che era protetta da un cordone di polizia. I sindacati hanno poi ristabilito la calma e spiegato cosa era accaduto al tavolo con l’azienda.

I tre sindacati maggiori hanno chiesto al ministro Stefano Patuanelli di convocare nuovamente Whirlpool per chiedere il rispetto degli accordi firmati ad ottobre 2018: “Se Whirlpool viola l’accordo, chiudendo lo stabilimento di Napoli – ha detto Gianluca Ficco della Uilm – colpirà molte famiglie e darà un segnale di resa per tutte le aziende in difficoltà”.

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