Riforma pensioni 2020, ultimissime con l’incontro tra Governo e sindacati

Il Governo tra poche settimane dovrà chiarire la sua posizione sulla riforma delle pensioni e sul futuro di Quota 100

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C’è stato l’incontro tra Governo e sindacati, come era stato richiesto nelle scorse settimane, ma che con la crisi di governo era stato rinviato. Per il Governo era presente il premier Conte, insieme al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, mentre erano presenti tutti i sindacati per discutere della prossima manovra di governo e della riforma delle pensioni. Il Governo Conte, infatti, vuole mettere mano al sistema pensionistico, non necessariamente toccando Quota 100, come era stato ipotizzato nelle scorse settimane, ma per predisporre la strada per il “dopo” Quota 100, che non verrà rinnovata alla fine della sperimentazione triennale.

Come potrebbe cambiare Quota 100

L’ipotesi più probabile è il mantenimento del taglio di Giovanni Tria di luglio, che ha ridotto il bacino dei cittadini di Quota 100, in seguito a stime inferiori rispetto a dicembre ed al flop dell’invio domande. Considerato un bacino con circa 100mila domande in meno per il prossimo anno, si attendono risparmi sui 4 miliardi, che consentiranno di mantenere la misura fino al 2021.

Una delle ipotesi alternative delle scorse settimane era legata all’innalzamento del paletto anagrafico a 64 anni, per ridurre le persone che avrebbero potuto fare richiesta ed avvicinando la soglia a quella attuale di 67 anni, riducendo di molto il costo per lo Stato. Il costo di Quota 100 al 2028 è stato stimato dal Sole 24 Ore per circa 45 miliardi di euro. Questa ipotesi non ha entusiasmato i cittadini, che preferiscono avere la possibilità di andare in pensione anticipata, anche a fronte di un assegno inferiore.

Boeri: “Quota 100 è iniqua”

Intervenuto alla trasmissione Piazzapulita, su La7, l’ex presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha spiegato che la riforma pensioni Quota 100 è iniqua socialmente, perché genera differenze su chi è andato in pensione nel 2018 e su chi andrà nel 2022. Per l’economista sarebbe meglio modificare i paletti di Quota 100, con l’ipotesi già citata dei 64 anni di età, per renderla a quel punto strutturale. Se si riducesse il costo di Quota 100 come era stata pensata, si potrebbe rendere strutturale e non valida solo per tre anni, come è ad oggi.

Boeri ha posto anche il problema delle sostituzioni lavorative, che non stanno rispettando le stime del Governo, che auspicava un ricambio 1:1 tra le uscite per pensioni e le nuove assunzioni. “Si sta avendo un ricambio di tre pensionati per un nuovo assunto, significa produrre solo 25mila nuovi posti di lavoro, con un costo per ciascuno di 80mila euro. Si poteva ottenere lo stesso risultato con meno spese”, questa la posizione di Tito Boeri sulla riforma pensioni.

Opzione Donna l’alternativa a Quota 100

Al momento Opzione Donna è la misura più utilizzata per andare in pensione anticipata dopo Quota 100, nonostante le pesanti riduzioni dell’assegno delle donne. Con Opzione Donna è possibile andare in pensione a 58 anni e 35 di contributi, ma con forti riduzioni economiche.

Il Comitato Opzione Donna Social, presieduto da Orietta Armiliato, è attivo da mesi nella richiesta di proroga al 2020 (ottenuta nei giorni scorsi) e con l’obiettivo di renderla attiva fino al 2023, quindi fino alle donne nate nel 1965. L’amministratrice del CODS ha espresso un parere positivo per il ritorno al tavolo con le parti sociali del governo: “Avere dei tavoli di concertazione tra i membri del governo e le parti sociali è sempre auspicabile, inoltre in questo caso l’incontro è avvenuto in tempi brevi dalla formazione del governo”.