Fisco, allo studio incentivi per chi utilizza carte di credito

Il Governo sta studiando nuove misure per contrastare l'evasione fiscale, che ha raggiunto oltre i 100 miliardi negli scorsi anni

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Il Governo sta lavorando ad alcune misure per contrastare l’evasione fiscale, come ha annunciato oggi il premier Conte da New York e ribadito con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha parlato di carcere per gli evasori. Allo studio ci sarebbero alcune misure per migliorare il gettito dello Stato dal fisco, con degli inventivi all’utilizzo della moneta elettronica, tramite le carte di credito, che azzerano la possibilità di fare nero.

Obiettivo: la diminuzione del contante

Il processo che vuole portare il Governo nel 2020 prevede l’abbassamento dell’utilizzo del contante, fonte di opportunità per chi vuole lavorare in nero. Si cercherà di incentivare con dei bonus fiscali l’utilizzo delle carte di credito: una delle ipotesi è quella di rendere detraibile il 10% delle spese effettuate con la transazione elettronica. Questa detrazione avrà una soglia minima di spesa, al di sotto della quale non verrà applicata. C’è chi parla di un limite minimo di 2000 euro di spesa per ottenere la detrazione, che sarebbero circa 200 euro da poter riavere con la dichiarazione dei redditi. Come confermato da Giuseppe Conte, al momento il Governo sta effettuando delle simulazioni per capire quale strada percorrere e cercare di portare più risorse per lo Stato.

Il Governo ha due obiettivi: digiralizzazione e tracciabilità. In questa maniera se si riuscisse a tracciare più transazioni finanziarie, non potrebbero più evadere il fisco, portando più risorse per il gettito fiscale. Ci saranno sia incentivi per l’utilizzo delle carte di credito, sotto forma di bonus, sia con l’obbligo di effettuare alcuni transazioni in maniera elettronica. Una delle idee era quella di rendere obbligatorio nella Pubblica Amministrazione l’utilizzo della moneta elettronica per ogni transazione.

Abbassare il tetto di tremila euro al contante

Uno dei provvedimenti da effettuare sarebbe quello legato all’abbassamento del tetto al contante, attualmente a 3.000 euro, per sfavorire e rendere illegalo lo scambio di contanti sopra una certa soglia.

Si ipotizza anche un bonus sugli scontrini fiscali, come è stato fatto in Portogallo, con una lotteria a premi per chi acquista con scontrino, alla quale potrebbe partecipare. La misura ha funzionato ed è attualmente in vigore in Portogallo.

Il problema delle commissioni

Uno dei problemi principali riguarda le commissioni sulle carte di credito, che non sono mai state accettate dai commercianti, i quali si definiscono penalizzati per la presenza di un importo da pagare ogni qual volta un cliente paga con la moneta elettronica. Allo studio ci sarebbe l’azzeramento delle commissioni per i pagamenti sotto i cinque euro con il bancomat e sotto i 20 euro per le carte. Si vuole incentivare il cliente che paga al ristorante ad utilizzare di norma la carta di credito e non i contanti.

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha proposto il modello che si utilizza attualmente con i benzinai, sfruttando la fatturazione elettronica per concedere sgravi fiscali a chi fattura. Lo Stato si dovrebbe mettere d’accordo con l’Abi, che gestisce le transazioni economiche per l’importo delle commissioni.

L’evasione porta via circa 100 miliardi

Ogni anno sono oltre 100 miliardi di euro quelli evasi dal fisco, soldi che il Governo vorrebbe utilizzare per la manovra di Bilancio, se non quest’anno, almeno il prossimo anno, se si preconfigurasse una condizione positiva nei confronti della riforma fiscale, in maniera tale da portare miliardi aggiuntivi sottratti all’evasione. Da gennaio arriverà anche lo scontrino elettronico, come previsto dalla riforma della fatturazione elettronica, con annessa lotteria a premi.

Il lavoro dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza

Attualmente stanno lavorando al progetto dell’evasione fiscale sia l’Agenzia delle Entrate, che ha iniziato gli anni scorsi a lavorare con la triangolazione dei dati e l’agevolazione del 730 precompilato, che ha aiutato a scovare i maggiori evasori.

Sarebbe pronta la cosiddetta “Anagrafe dei conti“, approvata dal Garante della Privacy la scorsa estate, una misura in stand-by da otto anni e che potrebbe generare un archivio legato alle transazioni economiche, per evidenziare movimenti di denaro sospetti.

Più controlli sull’Iva ed il regime forfettario

Una delle misure che prenderanno l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza sarà legato all’evasione dell’Iva, con un progetto già avviato per trovare delle irregolarità di chi usufruisce del regime forfettario. I controlli andranno a riguardare sia chi aveva aderito al regime forfettario negli anni passati, sia con i nuovi aderenti.

Il miglioramento della fatturazione elettronica

La fatturazione elettronica, introdotta ad inizio 2019, ha dato ottimi risultati durante l’anno, come confermato anche dall’ex ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che nell’affrontare il rischio della procedura di infrazione a luglio, ha confermato che le maggiori entrate dalla fatturazione elettronica nel 2019 hanno aiutato a correggere il bilancio.

Il Governo proverà a limitare gli esoneri alla fatturazione elettronica attualmente in vigore, per renderla più diffusa e rendere quindi più tracciati i pagamenti. Per esempio ad oggi chi ha ricavi fino a 65mila euro è esonerato dall’utilizzo della fatturazione elettronica. Da gennaio inoltre sarà reso definitivo l’obbligo di inviare tutti gli scontrini e ricevute fiscali in maniera telematica, mentre finora questo era stato sottoposto a rinvii.

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