Ticket sanitario, si pagherà a seconda del reddito familiare

Pronta la riforma sanitaria per il ticket: il costo sarà in base al reddito

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La riforma della Sanità è allo studio del ministero presieduto da Roberto Speranza, che aveva annunciato la riforma del “superticket”, il quale però non era presente nella bozza della manovra di bilancio (NaDef) approvata ieri dal Consiglio dei Ministri. Nella NaDef sono però presenti due miliardi di euro che saranno messi a disposizione del ministero della Salute. L’idea di Roberto Speranza ed i tecnici del ministero è quella di istituire fasce di reddito per le quale il costo del ticker varierà, aggiungendo un tetto di spesa massimo all’anno. Non un “superticket”, che oggi già è presente, ma diversi ticket a seconda del proprio reddito, con l’obiettivo di far pagare meno chi ha un reddito più basso.

Come è la situazione ad oggi sul ticket sanitario

Oggi il ticket sanitario è a pagamento per tutti, ad eccezione degli over65 che guadagnano meno di 36mila euro l’anno e le persone che hanno una patologia cronica, come un tumore. Il costo standard per una visita specialistica è di 36 euro, ma le tariffe variano a seconda del servizio richiesto dal cittadino ed anche dalla Regione di appartenenza.

Speranza: “Il superticket è sbagliato”

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha spiegato che secondo lui il superticket è una misura sbagliata e per questo vuole riformare il sistema dei ticket, istituendo delle fasce di reddito che andranno per famiglia: chi ha più componenti familiari potrà rientrare in una fascia più bassa, perché il nuovo ticket sarà proporzionale ai componenti familiari, oltre che al lordo del reddito.

C’è già un documento di maggio

Un documento di “Patto fra Governo e Regioni” era stato già scritto a maggio, nel quale si legge: “Governo e Regioni convergono nella necessità di fornire maggiore equità all’accesso al sistema sanitario, prevedendo una graduazione dell’importo dovuto in funzione alle prestazioni ricevute e del reddito familiare equivalente (reddito prodotto dal nucleo familiare rapportato al numero di componenti)”.

Nel documento si dice anche che lo Stato dovrà garantire alle Regioni i circa 1,6 miliardi che non percepiranno più dal ticket, a causa delle rimodulazioni. La somma inserita nella manovra di bilancio riesce a coprire questo valore, non lasciando spazio però, ad altre misure nel sistema sanitario.

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