Ultime notizie sulle Pensioni: cosa cambia per Quota 100 con la manovra 2020

Quota 100 è confermata ma ci saranno dei tagli sul bacino di domande

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Ieri è stata approvata la NaDef, la bozza della manovra di bilancio 2020, che rende ufficiali alcune misure in ambito pensionistico, sterilizza le clausole di salvaguardia dell’Iva e punta sul contrasto all’evasione per ottenere nuovi fondi il prossimo anno. Rimangono, come era stato annunciato dallo stesso ministro Gualtieri, le due misure simbolo introdotte lo scorso anno: Reddito di cittadinanza e Quota 100, ma con alcune novità. Secondo la Nota di Aggiornamento del Def, resa pubblica da parte del ministero dell’Economia, saranno rinnovate anche Opzione Donna e l’Ape Social, per quanto riguarda la riforma pensioni del 2020.

Quota 100 confermata ma tagliata

La conferma di Quota 100 era attesa, ma si baserà su numeri diversi rispetto alla manovra dello scorso anno, quando furono stanziati 4,5 miliardi di euro per il 2019 e 8 miliardi per il 2020. Infatti sarà mantenuto il taglio di Tria di luglio, al quale sarà aggiunto un adeguamento ulteriore conseguente al corposo “flop” nelle domande di pensioni per Quota 100, come avevamo spiegato in questo articolo. La misura per andare in pensione anticipata rimarrà, nonostante nelle ultime settimane c’erano state molte polemiche, con la Lega che ipotizzava una cancellazione della riforma pensioni varata lo scorso anno. Questo era stato smentito prontamente da esponenti del Movimento 5 Stelle, che puntavano anche sulla conferma del Reddito di cittadinanza, poi avvenuta.

Il taglio di Quota 100 è conseguente alle poche domande ricevute rispetto alle attese iniziali del Governo, che ne aveva stimate 290mila sul 2019, mentre ne sono arrivate poco meno di 180mila. Inoltre il tasso di accettazione delle domande è di molto inferiore a quello che stimava il precedente esecutivo (oltre l’80%), visto che vengono accolte circa il 50% di quelle che vengono presentate. Questo significa che il prossimo anno, qualora ci dovesse essere un boom di domande per Quota 100, ci potrebbe essere uno stop per mancanza di fondi, come era previsto anche nella manovra di bilancio precedente, qualora si fosse andati oltre i 4,5 miliardi di euro stanziati.

Rinnovate Opzione Donna e Ape Social

La proroga di Opzione Donna al 2020 era stata inserita all’interno del programma di Governo, per la soddisfazione di molte cittadine che erano in attesa di comunicazioni ufficiali, con il Comitato Opzione Donna Social, presieduto da Orietta Armiliato, che da mesi chiede la proroga fino al 2023 per la misura pensionistica dedicata alla donne. Un primo risultato la proroga al 2020, che permetterà alle donne nate nel 1962 (1961 se autonome) e con 35 anni di contributi, di far richiesta per andare in pensione anticipata.

Si ricorda che in questo caso, contrariamente a quanto avviene con Quota 100, c’è una penalizzazione dell’assegno di pensione, che causa una diminuzione dell’importo mensile. Dal CODS ci sono state critiche, anche recenti, su Quota 100, considerata poco incline alle esigenze pensionistiche delle donne, che spesso non riescono a soddisfare il paletto dei contributi, fissato a 38 anni. La proposta del Comitato è di ridurre di due anni il limite contributivo per le donne, in maniera tale da renderlo più accessibile.

Confermata anche l’Ape Social, che il Governo punta a rendere strutturale in ottica di sostituzione di Quota 100, la quale probabilmente non verrà rinnovata alla fine del triennio di sperimentazione nel 2021.

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