Atlantia si fa indietro su Alitalia: risposta alla revoca delle concessioni di Autostrade

Atlantia non formalizzerà un'offerta di acquisto, se non verrà chiarito il destino di Autostrade

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

Atlantia si potrebbe tirare indietro su Alitalia, dopo che il Governo ha accelerato sulla revoca e la ridiscussione delle concessioni di Autostrade. Il Governo Conte, dopo le ultime notizie giudiziarie in merito alla manutenzione, era convinto nella sua intera maggioranza, compreso, dunque, anche il PD, nel chiedere la revisione delle concessioni. Dopo gli scandali la posizione del PD si è fatta più severa nei confronti dell’azienda che gestisce Autostrade, che ora minaccia di uscire dall’accordo di Alitalia.

In una lettera inviata al Governo si fa notare come la “continua incertezza riguardante la situazione di Autostrade non ci permette di fare un investimento oneroso su Alitalia”, chiedendo, di fatto, lo stralcio della revoca delle concessioni se si vuole un suo investimento in Alitalia. La società dei Benetton avrebbe ricevuto il parere negativo di tutti i consiglieri, per quanto riguarda l’investimento in Alitalia, un’azienda in perdita costante che lo Stato sta cercando di vendere a privati per risollevarla e non renderla pubblica.

Il premier Conte aveva parlato nuovamente della revoca nella sua visita a Genova di martedì, ma in generale anche il M5S ed il PD sarebbero ora d’accordo, essendo peggiorata la situazione mediatica di Autostrade dopo gli eventi giudiziari che hanno visto essere indagate diverse persone addette alla manutenzione.

La Lettera dei Benetton al Governo

I Benetton, che gestiscono Atlantia, hanno spiegato nella lettera le motivazioni della scelta di non proseguire con l’offerta di acquisto formale: “Nonostante il mancato rilancio andrà ad impattare su Aeroporti di Roma (società gestita da Atlantia) entro il 15 ottobre non potremo partecipare alla cordata per l’offerta formale. L’analisi del piano industriale Alitalia consente solo un rischioso salvataggio, con esiti limitati nel tempo”, una bocciatura, dunque, del piano per Alitalia che non consentirebbe, secondo Atlantia, il rilancio della compagnia aerea.

Viene poi legato il destino di Autostrade a quello di Alitalia: “L’avvio di un procedimento nei confronti di Autostrade, non ci consentirebbe di avere le risorse necessarie per soddisfare i 40mila azionisti e dei circa 31mila dipendenti”, sottolineando come l’operazione sia rischiosa ed ad alto rischio. A dieci giorni dal termine per le offerte formali, dunque, Atlantia si tira indietro, creando un problema al governo Conte 2, visto che rimarrebbe solo Delta come compagnia privata ad investire, solo per il 10%.

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