Brexit, Ue: “Nel piano britannico ci sono dei punti problematici”. Johnson: “Allora No Deal”

La proposta di Boris Johnson non è stata accolta positivamente dall'Europa, che chiede chiarimenti sul backstop

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Si riconfigura lo scontro tra il Regno Unito, con il premier Boris Johnson e la Commissione europea che deve valutare il nuovo piano di uscita proposto dal governo britannico nei giorni scorsi. Secondo quanto riferito dalla portavoce della Commissione europea, Natasha Bertaud, ci sarebbero dei “punti problematici” nella proposta del governo di Boris Johnson, il quale non ha tardato a replicare: “L’alternativa è il No Deal”, ha spiegato ai cronisti che gli chiedevano un commento. La nuova proposta prevedeva un “doppio confine”, uno tra Irlanda del Nord ed Irlanda, uno tra Regno Unito ed Irlanda del Nord, con il posizionamento di alcuni punti di controllo che dovranno fare da “frontiera” doganale. Per l’Europa questo sistema non garantisce l’unione doganale. Jean-Claude Juncker sentirà al telefono il premier irlandese Leo Varadkar per esprimere la “solidarietà dell’Europa” in vista della situazione difficile da affrontare.

Ue: “Il Regno Unito chiarisca la proposta”

Dalla Commissione europea arrivano richieste di chiarimento sulla proposta del governo britannico presentata nei giorni scorsi: “Stiamo analizzando il testo, daremo il nostro supporto, ma ci sono delle cose da chiarire – ha detto la portavoce Natasha Bertaud – l’accordo deve avere una soluzione praticabile e non da trovare in seguito. Occorre soddisfare tutte le necessità per togliere il backstop: non avere confine fisico, far cooperare il nord ed il sud, proteggere il mercato unico dell’Europa e conseguentemente l’Irlanda che ne fa parte”.

Johnson è soddisfatto della proposta

In un discorso tenuto alla Camera dei Comuni, aperta dopo l’annullamento della chiusura imposta dal premier, Boris Johnson ha difeso il suo piano, che elimina la clausola di backstop posta da Theresa May e che i parlamentari “hard brexit” non hanno mai gradito, perché potenzialmente potrebbe far rimanere il Regno Unito nell’Unione Europea a tempo indeterminato.

Per Boris Johnson le nuove proposte rispettano l’accordo del Venerdì Santo tra Irlanda ed Irlanda del Nord ed anche i risultati del referendum. Il premier ha ribadito anche il suo no ad un secondo referendum, spiegando che il Parlamento ha già votato contro. “L’unica alternativa è l’accordo proposto, altrimenti il Regno Unito uscirà il 31 ottobre”, ha dichiarato Johnson, sottolineando come il Paese sia pronto al “No Deal”. Un messaggio a Bruxelles, che però ha sempre rifiutato ogni accordo senza una soluzione per il backstop.

Le opposizioni propongono una soft-Brexit ed un secondo referendum

Non sono piaciute all’opposizione le parole di Boris Johnson sull’accordo proposto, specialmente la parte riguardante il confine in Irlanda del Nord, con Jeremy Corbyn che ha definito “dannose ed impraticabili” le proposte del premier, proponendo una soft-Brexit (mantenendo il Regno Unito nell’Unione doganale) per poi fare un nuovo referendum.

Jeremy Corbyn ha invitato Boris Johnson a rispettare la legge contro il No Deal che è stata votata dal Parlamento nelle scorse settimane. Il leader laburista ha accusato Boris Johnson di voler creare una sorta di scambio interno con gli Stati Uniti, definendola una “Trump Brexit”, visto che l’accordo di libero scambio sarà deciso da Trump.

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