Manovra 2020, possibile stangata sulle agevolazioni diesel

A rischio le agevolazioni attuali sul diesel, che potrebbe vedersi aumentato di cinque centesimi del suo costo attuale

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Nella prossima manovra di bilancio 2020 potrebbero esserci misure che non saranno prese bene dagli autotrasportatori, per quanto riguarda le agevolazione attualmente in vigore sul diesel, che potrebbero venire tolte. Esclusi gli sconti sui carburanti agricoli, come ha già annunciato la ministra all’Agricoltura, Teresa Bellanova, assicurando che le agevolazioni in essere rimarranno anche nel 2020. Il Governo prende tempo per discutere dei miliardi di euro da trovare per far tornare i conti della Manovra 2020, già delineata con la pubblicazione della NaDef, la Nota di Aggiornamento al Def, che ha ufficializzato, intanto, la sterilizzazione delle clausole Iva. Il lavoro sarà svolto dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in coordinamento con i partiti politici, che dovranno riuscire a mettersi d’accordo su cosa tagliare.

Bisogna trovare 5 miliardi entro metà ottobre

Nella NaDef erano presenti coperture per 5 miliardi che arrivavano da maggiori entrate fiscali, senza però specificare dove sarebbero stati presi questi soldi. Si era ipotizzata una rimodulazione dell’Iva, poi scartata per l’opposizione di Italia Viva, contraria ad aumentare l’imposta indiretta, uno dei motivi per il quale si era formato il Governo. Restano da trovare i 5 miliardi di euro necessari per finanziare la Manovra 2020, altrimenti si rischia uno stallo nella stesura del testo da presentare entro la fine del mese.

Il taglio delle agevolazioni fiscali

Una delle possibilità è quella di tagliare alcune agevolazioni fiscali, con il rischio maggiore per i 17 milioni di automobilisti che possiedono una macchina diesel, che potrebbero vedere arrivare un aumento sostanzioso per portare il costo del gasolio vicino a quello della benzina, come era stato già ipotizzato nelle scorse settimane. Un centesimo di accise sul diesel portebbe nelle casse dello Stato circa 200 milioni di euro, significa che tagliando gli attuali sconti di 5 centesimi il Governo potrebbe trovare un miliardo di euro.

Salvi da questa riforma gli agricoltori, come spiegato in precedenza, ed anche i trasportatori, per i quali sarebbero mantenute le attuali agevolazioni, che farebbero cadere il rischio di un eventuale sciopero. Gli autotrasportatori al momento possono farsi rimborsare tutte le accise dello Stato, ottenendo un grande vantaggio fiscale, considerando che comunque spendono molto di carburante per il trasporto merci e che dunque questo risparmio va poi a contribuire al mantenimento dei prezzi bassi nella filiera della distribuzione.

Rischiano anche le detrazioni fiscali sulle spese sanitarie al 19%: in questo caso si potrebbe procedere per reddito, lasciando le detrazioni per chi ha un basso reddito e togliere una parte di detrazioni per chi ha un reddito più alto. La soglia di cui si parla per togliere le detrazioni sanitarie è quella di 200-300mila euro annui, ma che non porterebbe un grosso gettito per lo Stato, visto che la parte maggiore viene consumata dai redditi medio-bassi e costrignerebbe il ministro dell’Economia ad attingere ad altre agevolazioni per far tornare i conti.

Il recupero di 7 miliardi dall’evasione

Uno degli obiettivi del Governo è quello di contrastare in maniera netta l’evasione fiscale, per portare 7 miliardi di euro nelle casse dello Stato durante il prossimo anno. Il “Patto per l’evasione” era stato annunciato dal premier Conte nei giorni scorsi, con i dettagli che poi sono stati spiegati su come si intende intervenire per contrastare il nero, soprattutto con l’utilizzo della moneta elettronica.

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