Caso Russia, Tribunale del Riesame: “Dagli audio chiaro che i soldi erano destinati alla Lega”

Il Riesame non ha restituito i documenti sequestrati a Savoini per il caso Russia

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Andrea Palci
Laureato in Economia, esperto di politica, economia, sondaggi elettorali ed altri argomenti economici legati alla politica nazionale ed internazionale. Nato a Roma con interesse anche per scienza e spettacoli. -- via Nomentana 21 00161, Roma -- tel 393 4439344

Il Tribunale del Riesame di Milano si è espresso sul sequestro dei documenti a Gianluca Savoini, affermando che quanto contenuto negli audio dimostrerebbe che una parte dei soldi erano destinati alla campagna elettorale della Lega per le elezioni europee. Per questo motivo non sarà restituito il materiale a Savoini, inoltre i giudici hanno affermato che l’audio dell’hotel Metropol di Mosca non sarebbe stato ottenuto con metodi illegittimi.

I giudici hanno scritto chiaramente nelle motivazioni che “parte dei soldi dell’accordo erano destinati alla Lega” e per questo i documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza rimangono agli atti. Inoltre si ipotizza la reiterazione del reato per giustificare la negazione alla richiesta di restituzione: “L’intenzione emerge ancora più chiara nella conversazione avuta in inglese”.

La trattativa che coinvolgeva Eni

Come hanno scritto i giudici nella sentenza, Eni avrebbe dovuto acquistare grossi quantitativi di prodotti petroliferi (250mila tonnellate al mese per tre anni), che sarebbero stati venduti dalla società di Stato russa Rosneft, con una percentuale del 4% che sarebbe stata destinata alla campagna elettorale della Lega, mentre una percentuale fino al 6% sarebbe stata girata agli studi legali della società Rosneft.

Per i giudici nelle conversazioni intrattenute in italiano tra i tre mediatori, Savoini, Meranda e Vannucci, emerge ancora più chiaramente il tentativo di illecito e di “corruzione internazionale”.

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