Di Maio sui migranti: “Rimpatri da fare in 4 mesi e rotazione dei porti”

Di Maio vuole firmare un decreto ministeriale per ridurre i tempi di valutazione del diritto di asilo

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Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla situazione migratoria, con i rimpatri da effettuare entro 4 mesi per i richiedenti asilo, che ad oggi possono rimanere anche due anni in attesa dell’esame della loro posizione. “Firmerò un decreto per evitare che i richiedenti asilo debbano aspettare due anni per sapere se possono rimanere in Italia oppure no. Deve essere fatto in 4 mesi”, queste le parole di Di Maio, che vuole accelerare sulla questione dei migranti, con Salvini che ha iniziato ad attaccare il Governo per l’aumento degli sbarchi nel mese di settembre.

Aggiungere altri Paesi ai porti sicuri

Un’altra questione toccata dal ministro Di Maio è quella legata ai porti sicuri, che ad oggi costringono l’Italia a farsi carico di tutti i migranti, mentre il ministro vorrebbe anche altri Paesi aggiunti tra quelli che si rendono disponibili per accogliere le navi.

Oggi verrà presentato il decreto

Il ministro Di Maio, insieme al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, oggi presenterà il decreto dalla Farnesina, dove ora il capo politico del M5S gestisce i vari problemi governativi. Secondo le notizie che sono emerse, non sarà un decreto da vagliare al Consiglio dei Ministri, ma sarà “ministeriale” e quindi non servirà l’ok del Cdm. Ora senza Salvini all’interno del Governo, il M5S prova a fare propria la battaglia sull’immigrazione, con l’accordo di Malta che era stato criticato anche da Di Maio, per la questione sulla redistribuzione, ancora da definire. Il punto principale del decreto ministeriale sarà quello dei rimpatri, per accelerare i tempi di valutazione del diritto di asilo.

Accordi con i paesi africani

Da affiancare al decreto ci sono gli accordi con i paesi africani che dovranno riprendere i migranti indietro, cosa che dovrà portare avanti il ministro Di Maio, instaurendo rapporti diplomatici con i principali paesi dell’Africa, come Nigeria, Etiopia, Mali e gli altri dai quali arrivano in gran parte i migranti. Su questi accordi ha lavorato anche il premier Conte nei mesi scorsi, con il nuovo Governo che non vuole lasciare a Salvini il tema dell’immigrazione.

 

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