F35, il premier Conte apre alla rinegoziazione: “D’accordo con il M5S”

L'Italia è pronta a rinegoziare l'accordo sugli F35, riducendo la quota di acquisti

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Polemiche nel governo per l’acquisto degli F35, con il M5S che ha attaccato il premier Conte, reo di aver confermato a Washington l’acquisto dei 90 velivoli già preventivati. Da Palazzo Chigi è arrivata la smentita, con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si è dichiarato d’accordo sul piano di rinegoziazione con gli Stati Uniti, puntando ad una riduzione di 20-30 unità dalle 90 previste per l’acquisto.

Ferrara (M5S): “Stupore per la conferma degli F35”

Il capogruppo alla Commissione esteri del Movimento 5 Stelle, Gianluca Ferrara, fa emergere lo “stupore” del M5S sugli F35: “Abbiamo sempre criticato il programma militare, questo progetto è stato già tagliato negli Usa. Abbiamo letto sui giornali che il premier Conte avrebbe dato l’ok per l’acquisto degli F35 al segretario di Stato, Mike Pompeo, durante la sua visita a Roma. Una rinegoziazione è doverosa”, questa la posizione del M5S.

Conte: “Sono d’accordo con la rinegoziazione”

Dopo le parole del capogruppo Ferrara è intervenuto il premier con una nota di Palazzo Chigi, nella quale si conferma la volontà di rinegoziare l’accordo in essere con gli Stati Uniti. Si parla di un taglio di 20-30 unità dal totale, che era già stato ridotto nel 2012, passando dai 131 iniziali ai 90 rinegoziati dal premier Monti. Nel primo Governo Conte era stato Salvini a difendere l’accordo sugli F35, mentre ora non sembrano esserci forze politiche nella maggioranza a favore del mantenimento delle quote attuali di acquisto.

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