Brexit, telefonata tra Merkel e Johnson: “Accordo impossibile”

Questa mattina ci sarebbe stata una telefonata tra Angela Merkel e Boris Johnson sulla Brexit

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Nella mattinata di oggi c’è stata una telefonata tra Angela Merkel e Boris Johnson, in merito all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, con la cancelliera tedesca che ha riferito al premier britannico l’impossibilità di avere un accordo senza la certezza che l’Irlanda del Nord rimanga nell’Unione doganale, cosa che non era prevista nell’ultimo piano presentato da Johnson. La Merkel avrebbe usato parole nette con il premier britannico, nonostante la conversazione sia rimasta confidenziale, come ha spiegato il suo portavoce, non ammettendo la non presenza nel mercato comune dell’Irlanda del Nord, che comporterebbe il ritorno delle frontiere doganali tra i due paesi. Nei giorni scorsi il premier britannico aveva presentato un piano all’Europa, che aveva riferito di alcuni punti problematici, come quello del “backstop” irlandese, ancora non risolto.

A riferire la posizione netta della Merkel è stato un portavoce di Downing Street, che ha spiegato come il punto fondamentale richiesto dalla cancelliera tedesca riguardava il confine tra Irlanda ed Irlanda del Nord. La cancelleria tedesca ha confermato la telefonata tra Boris Johnson ed Angela Merkel, ma non ha reso noti i contenuti della stessa. Per Downing Street la trattativa starebbe per “collassare” per le evidenti divergenze con Bruxelles. Dalla Commissione europea si fa sapere che i contatti tecnici con il Regno Unito andranno avanti per arrivare ad una possibile soluzione.

Attacco di Donald Tusk a Johnson

Poco dopo la telefonata tra Merkel e Johnson è intervenuto Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, che ha attaccato il premier britannico per la sua posizione ambigua sulla Brexit.

“È in gioco il futuro dell’Europa e quello del Regno Unito. Tu non vuoi un accordo, non vuoi un’estensione e non vuoi revocare, cosa vuoi?”, queste le parole di Donald Tusk, che fa emergere la volontà di Boris Johnson di puntare al No Deal, nonostante il Parlamento britannico si sia già espresso in tal senso, votando per evitarlo e chiedere il rinvio della scadenza al 31 ottobre, cosa che il premier britannico non intende fare.

Nei giorni scorsi era emersa l’ipotesi di John Bercow come possibile primo ministro al posto di Boris Johnson, qualora quest’ultimo dovesse andare avanti per la sua strada contro il volere del Parlamento, potrebbe passare il voto di sfiducia, con i voti anche dei conservatori più moderati.

Tra nove giorni ci sarà il Consiglio Europeo, l’ultimo prima dell’uscita del Regno Unito dall’Europa, ma queste parole di Donald Tusk fanno pensare che ci sia già una strada sulla quale si sta avanzando, quella del No Deal, visto che non sembra possibile, ad oggi, un accordo tra Regno Unito e Ue.

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