Oggi il voto sul taglio dei parlamentari, Di Maio: “Mi aspetto il voto di tutti”

Oggi ci sarà il voto sul taglio dei parlamentari, Di Maio pronto ad attaccare eventuali voti contrari

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Oggi si terrà il voto sul taglio dei parlamentari, che andrà a modificare gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione Italiana, per la riduzione alla Camera ed al Senato di 345 parlamentari. Il testo è stato approvato già due volte al Senato ed ora attende il quarto voto alla Camera, che sarà quello finale che porterà alla riduzione effettiva del numero di deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200. Soddisfazione dal Movimento 5 Stelle, con Di Maio che ha parlato di una proposta che è condivisa dal 90% degli elettori: “Mi aspetto un voto di tutte le forze politiche, per una modifica che porterà meno poltrone e meno stipendi, con un risparmio di 500 milioni a legislatura”. Sul voto per il taglio dei parlamentari voterà a favore anche la Lega, come ha annunciato Matteo Salvini nella giornata di domenica, ospite della trasmissione di Giletti su La7 “Non è l’arena”, dove ha spiegato di aver già votato tre volte a favore e lo farà anche una quarta.

D’Inca (M5S): “Il voto è previsto nel programma”

Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico D’Inca, del Movimento 5 Stelle, ha spiegato il voto favorevole per la riduzione del taglio dei parlamentari: “Il problema è etico, si deve proseguire con gli accordi del programma di Governo. Negli ultimi giorni abbiamo discusso nella maggioranza delle modifiche successive all’approvazione della riduzione dei parlamentari”. Questo è il passaggio successivo che dovrà fare il Governo, per adeguare le leggi al nuovo Parlamento con 600 parlamentari, a cominciare dalla legge elettorale, la quale dovrà essere ridisegnata per il cambiamento dei collegi, che dovranno diminuire per il Senato, avendo meno eletti.

Il piano per chi cambia gruppo

Il ministro ha spiegato anche possibili cambiamenti della legge in vigore sui cambi di gruppo parlamentare, che ultimamente ha colpito il M5S, con defezioni verso il nuovo partito di Renzi, Italia Viva. “È possibile stabilire una soglia minima per i componenti dei nuovi gruppi, alzando le attuali quote. Inoltre si possono inserire delle penali economiche per i nuovi gruppi, dando meno risorse finanziarie rispetto a quelli formati dopo l’elezione. Non vogliamo ledere le libertà del parlamentare, ma il problema è etico e bisogna assumersi eventuali responsabilità di fronte agli elettori sul cambio di gruppo”, queste le parole di Federico D’Inca, sulla questione che ha coinvolto Silva Vono nelle ultime settimane, passata dal M5S ad Italia Viva.