Riforma Pensioni Quota 100, Tridico: “Non verrà rinnovata dopo il 2021”

Il presidente dell'Inps ha confermato che Quota 100 non verrà rinnovata dopo il 2021

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Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, è intervenuto alla trasmissione “Circo Massimo” su Radio Capital, parlando del futuro del sistema pensionistico e della riforma delle pensioni Quota 100, confermando l’annuncio, già dato dal ministro dell’Economia Gualtieri, del suo non rinnovo dal 2021. La notizia era già emersa ed il Governo starebbe già lanciando alcune idee per il dopo Quota 100, per evitare che si ritorni alla Legge Fornero da un anno all’altro, creando delle disuguaglianze sociali tra il cittadino che va in pensione a 62 anni nel 2021 e quello che dovrà aspettare i 67-68 anni nel 2022. Questo problema dello scaglione era stato spiegato nei giorni scorsi e potrebbe far perdere, se non affrontato, cinque anni per le pensioni anticipate ai cittadini dal 2022.

I risparmi su Quota 100

Al presidente dell’Inps sono stati fatti notare i risparmi sulla riforma Quota 100, che sono circa 2 miliardi di euro in seguito al “flop” delle domande nel 2019. Un taglio che aveva già effettuato l’ex ministro dell’Economia Tria a luglio, per evitare la procedura di infrazione e che è stato adeguato anche da Gualtieri nella Legge di Bilancio 2020. Come era stata pensata, Quota 100 aveva un costo elevato, che avrebbe portato un deficit di 45 miliardi di euro fino al 2028, come aveva riportato uno studio di alcune settimane fa.

Pasquale Tridico ha chiarito anche la platea dei beneficiari del Reddito di cittadinanza, una misura legata anche a Quota 100, per la quale ci sono state solamente 200mila, secondo il presidente dell’Inps, domande in meno di nuclei familiari per l’assegno. “Il governo aveva stimato 1,24 milioni di nuclei familiari nella manovra di bilancio, mentre ad oggi le richieste sono all’incirca un milione”, queste le parole del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, sugli eventuali risparmi sul Reddito di cittadinanza.

“L’Inps ha una capacità telematica notevole per incrociare i dati ed i suoi servizi sono stati enormemente potenziati con le nuove risorse, tra cui anche i navigator, molto criticati, ma soprattutto sono state messe risorse per l’assunzione di oltre 5mila dipendenti dall’istituto di previdenza”, ha spiegato Pasquale Tridico sulla funzione attiva dell’Inps, che lui presiede da febbraio 2019.

Riprendendo il discorso di Quota 100, Tridico ha confermato il 35% in meno di domande rispetto alle previsioni: “Sono d’accordo con Gualtieri quando dice di portare a conclusione la riforma fino al 2021. Esiste una fetta di pensionati che hanno avuto una carriera più faticosa e che vorrebbero andare in pensione anche prendendo un po’ di meno. Sono andati circa 180mila ad oggi, ci fermeremo sotto i 200mila, ma dimostra che c’è un’opzione e che la ragioneria dello Stato fa delle stime prudenti. Il fatto che costa di meno era già prevedibile dalle stime iniziali”.

“Abbiamo risparmiato un miliardo e mezzo nel decreto Salvaconti”, ha risposto Tridico ad Oscar Giannino che contestava la terminologia del “risparmio” sul deficit, mentre si parla di una stima di aggravio inferiore alle attese. “È una misura giusta che darà la possibilità a molte persone di usufruire della pensione, risparmieremo nei prossimi anni due miliardi, nella stessa proporzione in cui si è risparmiati lo scorso anno”, questa la spiegazione di Tridico sul costo di Quota 100.

Le riforme che diventeranno strutturali

Il Governo Conte sta lavorando per dare delle garanzie ai cittadini che non rientreranno nella riforma pensioni di Quota 100 dal 2022 per la conclusione della “sperimentazione” triennale. L’idea è quella di rendere strutturali l’Ape Social ed Opzione Donna, con quest’ultima che era stata apprezzata dalla popolazione femminile, visto che, anche a fronte di una penalizzazione dell’assegno, forniva la possibilità di andare in pensione a 58 anni (59 anni per le autonome) con 35 anni di contributi, quindi meno di Quota 100. La proroga di Opzione Donna fino al 2023 era stata una battaglia del Comitato Opzione Donna Social, presieduta da Orietta Armiliato, che sicuramente potrà accogliere con positività l’eventuale legge per rendere strutturale Opzione Donna. Per il momento il Governo si è limitato ad una proroga al 2020, come previsto anche nel programma tra PD-M5S. Il costo di Opzione Donna ha un costo inferiore Quota 100, di circa un miliardo di euro contro gli otto miliardi della riforma Lega-M5S.