Siria, le milizie curde attaccano: “L’Occidente ci ha lasciato soli”

I curdi hanno accusato l'Occidente di aver partecipato alla guerra solo per sconfiggere l'Isis

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Nei giorni scorsi l’annuncio del ritiro delle truppe americane dalla Siria ha generato il caos tra le milizie curde, che ora potrebbero essere attaccate dalla Turchia, non avendo più l’appoggio degli Stati Uniti con il quale ha combattuto l’Isis. Le milizie curde accusano l’Occidente: “Se lasceranno attaccare la Turchia significa che erano qui solo per l’Isis e non per portare la libertà e la democrazia”, queste le parole del comandante del Ypj, Dalbr Issa, che ha invitato il Parlamento italiano e le Nazioni Unite ad intervenire per impedire agli Stati Uniti di lasciare la zona del confine tra Turchia e Siria.

Il presidente Trump ha spiegato la questione via Twitter, affermando che gli Stati Uniti non saranno più in prima linea nel conflitto, ma continueranno a fornire finanziamenti ed armi ai curdi. Dello stesso avviso il Regno Unito, preoccupato della volontà della Turchia di avanzare verso la Siria ed ha già avvertito la capitale Ankara che non supporterà questa decisione. Il portavoce di Boris Johnson ha reso noto che una soluzione militare va evitata perché destabilizzerebbe la regione.

La posizione europea non è nota, come non è nota quella italiana, che ha evitato di commentare la vicenda, che riguarda principalmente gli Stati Uniti, da anni in Siria per combattere l’Isis. Le milizie curde vorrebbero continuare i combattimenti in previsione di una possibile soluzione democratica una volta conquistata tutta la zona.