Servizi Segreti, il Quirinale fu informato delle richieste Usa

Il Quirinale sarebbe stato al corrente degli incontri tra gli 007 italiani e William Barr

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Il caso legato all’incontro tra i servizi segreti italiani ed il ministro della Giustizia americano, William Barr, con quest’ultimo a chiedere informazioni per smontare il Russiagate, si evolve con un altro tassello. Il premier Conte, che aveva avallato l’incontro e per questo è finito al centro delle polemiche, aveva informato il Quirinale delle richieste americane e della volontà di incontrare i servizi segreti italiani. Secondo quanto è emerso nelle ultime ore, il premier Conte avrebbe avuto due incontri “preparatori” con i servizi segreti italiani, per dare la linea da tenere durante l’incontro con Barr.

La visita di Barr in Italia

Alla metà di agosto ci fu la visita del ministro della Giustizia americano, William Barr, nella sede dei servizi segreti a Piazza Dante, con l’incontro con il presidente del Dis, Gennaro Vecchione, avvenuto dopo quello con l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per le celebrazioni di Ferragosto. Barr avrebbe chiesto informazioni sul professore Joseph Mifsud, che collabora con la Link University, responsabile, tra le altre cose, di aver creato le condizioni all’amministrazione Trump per ricevere le mail di Hillary Clinton. Conte è al corrente degli incontri e li autorizza, anche se i vertici dell’Aise e dell’Aisi vorrebbero una richiesta ufficiale e pubblica da parte degli Stati Uniti.

Il premier Conte prima di partire per la recente Conferenza dell’Onu ebbe una riunione con i vertici dei servizi segreti, per avere un quadro della situazione, poi al suo ritorno in Italia, il 26 settembre, convocò una nuova riunione tra Vecchione, Carta (Aise) e Parente (Aisi), in preparazione dell’incontro con l’uomo di Trump. In questa occasione il premier Conte spiegò che “non avevamo nulla da dare agli americani”, frase riportata da diversi quotidiani. Questa sarà la versione che Conte riferirà al Copasir, dove sarà sentito dal neo presidente, il leghista Raffaele Volpi, candidato nelle ultime ore a sostituire Guerini.

Nella visita di Barr del 27 settembre, per il premier di “cortesia” gli fu ribadito che se voleva sapere qualcosa doveva procedere per i canali ufficiali. Il caso si crea qualche giorno dopo, quando si viene a sapere del colloquio e del fatto che erano presenti i servizi segreti a Piazza Dante. In tutto questo è da chiarire il ruolo di Mifsud, per capire se è un agente che è stato vicino alla Cia, come riferito dall’ex consigliere di Trump, George Papadopoulos, colui che ha tirato in ballo anche l’ex premier Renzi, reo di aver complottato con Obama sul Russiagate. Quest’ultima notizia è stata smentita dallo stesso Renzi, che ha annunciato una richiesta danni per Papadopoulos.