Siria, la Turchia pronta ad attraversare il confine. Raid contro le postazioni curde

La Turchia sarebbe pronta ad entrare in territorio siriano

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La Turchia sarebbe pronta ad avanzare lungo il confine siriano, come anticipato nei giorni scorsi dopo il ritiro delle truppe americane, alleate delle milizie curde contro l’Isis. Nella notte ci sarebbero stati dei bombardamenti dell’esercito di Ankara verso le postazioni delle milizie curde nel Nord della Siria e nella zona est ed ovest del fiume Eufrate. A darne notizia è stato l’Osservatorio per i diritti umani in Siria, il quale riporta delle agenzie locali.

Ankara: “Pronti ad invadere la Siria”

Il capo della comunicazione della presidenza di Ankara, Fahrettin Altun, ha postato su Twitter un messaggio nel quale annuncia che l’esercito turco è pronto ad invadere il Nord della Siria. Un’iniziativa militare del genere farebbe scattare il conflitto con le milizie curde, che nelle ultime ore hanno accusato l’Occidente per averli abbandonati dopo la sconfitta dell’Isis. È difficile che da sole le milizie curde possano affrontare l’esercito di Ankara, significherebbe consegnare le posizioni militari alla Turchia, che potrebbe avanzare in Siria, dove comunque ci sono ancora milizie legate all’Isis, nonostante la loro capitale, Raqqa, è stata conquistata e liberata nei mesi scorsi.

Iran: “Non si vada allo scontro militare”

Il Governo di Teheran ha preso una posizione che vada ad evitare il conflitto: “La Turchia agisca con moderazione nella difesa dei suoi confini meridionali”, queste le parole del presidente iraniano Hassan Rohani, invitando ad evitare l’intervento militare. Secondo Rohani le milizie curde dovrebbero sostenere l’esercito siriano, guidato da Basharal Assad, il quale dovrebbe prendere il controllo del Nord della Siria, attualmente presidiato dai curdi.

“L’avanzata dell’esercito di Ankara rischia di indebolire la lotta contro l’Isis e di creare una nuova crisi umanitaria in Siria”, queste le parole pubblicate dal governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, con le autorità preoccupate per il ritiro delle truppe degli Stati Uniti. “Si chiede alla Turchia di evitare di danneggiare i progressi fatti, si mette a rischio la detenzione dei foreign fighters”, queste le parole delle autorità di Erbil.