La Turchia è entrata in Siria: ci sarebbero morti tra i civili

La Turchia ha iniziato l'attacco alle forze curde in Siria

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La Turchia ha attaccato i curdi nella zona settentrionale della Siria, vicino al confine, come era stato annunciato nelle ultime ore, causando già alcune vittime, anche tra i civili. La popolazione è ora in fuga dalle zona contese, con la Turchia che sta avanzando anche via terra, dopo aver lanciato alcuni bombardamenti aerei. L’operazione è stata denominata “fronte di pace” ed ha come obiettivo gli avamposti militari del Ypg a Ras al-Ayn, con i curdi che hanno parlato di alcune morti tra i civili.

Le milizie curde hanno riferito di aver respinto un attacco via terra dell’esercito turco nella regione di Tal Abyad, come ha scritto il portavoce dell’Fds, Mustefa Bali, sui social network. Si parla di almeno 5mila agenti dell’esercito turco che sono stati mobilitati oltre il confine, i quali possono contare sull’esercito siriano libero. In totale sono state colpite 181 postazioni delle milizie curde, come ha annunciato il ministro della Difesa della Turchia, il quale ha definito “terroristi” i curdi. Le fonti curde parlano di 15 vittime, di 8 sarebbero civili, con una risposta curda che finora è stata flebile.

La condanna internazionale

Complessivamente sono arrivati molti messaggi contrari all’offensiva curda in tutto il mondo, Italia compresa, con alcune forze politiche che si sono schierate con le milizie curde, che negli anni hanno contribuito ed aiutato gli Stati Uniti nella lotta contro l’Isis. L’Ue si è unita alla condanna dell’operazione curda, come anche la Russia e l’Iran, mentre Donald Trump ha definito l’operazione “una cattiva idea” ed ha sottolineato come i militanti dell’Isis sono stati trasferiti in una posizione sconosciuta durante l’offensiva turca. Sono arrivati anche gli appelli di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Ue, e di Antonio Guterrez, segretario generale delle Nazioni Unite, affinché si interrompa l’attacco militare.

L’Italia ha espresso “preoccupazione” con il premier Conte, mentre per il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, “nessuna soluzione militare può portare ad una soluzione”. Anche il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha condannato l’operazione, spiegando il rischio di una nuova ondata di profughi in Europa. Un Consiglio di Sicurezza dell’Onu dovrebbe essere convocato a breve, per discutere dell’operazione militare turca.

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