Russiagate, Conte disponibile per riferire al Copasir: “Troviamo una data”

Il premier Conte vorrebbe essere ascoltato il prima possibile dal Copasir, per chiudere la vicenda che lo riguarda sui servizi segreti

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Il premier Conte ha inviato una lettera al neo presidente del Copasir, il leghista Raffaele Volpi, nella quale si congratulava per la nomina ed al tempo stesso affrontava la tematica della sua audizione per i rapporti avuti tra i servizi segreti ed il ministro della Difesa americano, William Barr. Giuseppe Conte ha dato la disponibilità a riferire al Copasir sulla questione, per cercare di chiudere lo scandalo che si è generato, con la richiesta degli alleati di maggioranza, come Matteo Renzi, di separare la delega ai servizi segreti dalla Presidenza del Consiglio.

La data dell’audizione ancora da trovare

Conte vorrebbe effettuare l’audizione il prima possibile, per mettere a tacere le voci che stanno aumentando nel Paese a mettere in dubbio il suo operato nel mese di agosto, nei giorni della crisi. Sembra che Conte avesse riferito al Quirinale del suo operato, cosa che andrà chiarita nella sede del Copasir quando verrà sentito il premier. Il presidente del Consiglio nella sua lettera ha citato l’articolo 33 di una legge del 2007 sui servizi segreti, la quale chiede al premier di “riferire due volte l’anno del suo operato al Copasir, portando una relazione sull’analisi dei pericoli sulla sicurezza”. L’obiettivo di Conte è quello di accelerare la convocazione, per fugare ogni dubbio sul suo operato nei mesi scorsi, con i servizi segreti che avrebbero avuto contatti diretti con il ministro della Difesa americano, il quale cercava prove contro il Russiagate. La figura centrale sul quale Conte dovrà dare garanzie è quella del professore Joseph Mifsud, centrale nell’inchiesta Russiagate e del quale si sono perse le tracce dal 2017.

I tempi sembrano ancora lunghi, con il Copasir che si riunirà la prossima settimana per definire il calendario, quindi potrebbero passare due settimane prima che Conte possa essere sentito. Durante questo tempo si continuerà con le ipotesi, che sicuramente hanno danneggiato l’immagine di Conte, che per la prima volta scende sotto il 40% negli indici di fiducia secondo i sondaggi politici di Index Research.

L’incontro di Ferragosto

Alla base dell’accuse c’è l’incontro tra William Barr ed il direttore del Dis, Gennaro Vecchione, che sembra essere stato autorizzato proprio da Conte, senza comunicare nulla a nessuno. Le parole pubbliche di Conte sul tema sono arrivate immediatamente dall’uscita dello scandalo, ma non hanno diminuito i malumori a riguardo. “I vertici dei servizi segreti non hanno mai commesso anomalie. Tutto è stato fatto con trasparenze, con il rispetto delle procedure”, ha spiegato Conte.

Salvini: “Premier confuso, è finito”

Attacco anche da parte di Salvini, che nei mesi scorsi si era scontrato con il premier Conte: “Lo vedo confuso, da cinque giorni si contraddice. Ha tirato in ballo il Quirinale, vada a spiegare quello che sa”, queste le parole dell’ex ministro dell’Interno, che fu attaccato proprio da Conte ad agosto per il caso Russia e che ora sarà lui, con il presidente del Copasir in quota Lega, a poter porre le domande al presidente del Consiglio.

“Conte chiedeva chiarezza a me ed ora è il popolo italiano che chiede chiarezza a lui”, ha detto Salvini. Dalla maggioranza di Governo arrivano le prime difese del premier: “Salvini vuole solo distrarre l’opinione pubblica dal caso Moscopoli”.

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