Pensioni Quota 92, cos’è e come cambierebbe Quota 100

Il Governo potrebbe introdurre Quota 92 al posto di Quota 100 alla fine del triennio nel 2021

pensioni quota 92 cosa e come funziona

Il Governo ha annunciato di non voler rinnovare Quota 100 alla fine del triennio di “sperimentazione”, a causa dei grandi costi per lo Stato che sono stati stimati in 45 miliardi di euro fino al 2028 da uno studio del Sole 24 Ore. Una delle possibili ipotesi è la creazione di una nuova riforma pensioni, denominata Quota 92, che dovrebbe andare a migliorare le condizioni della Legge Fornero, che tornerebbe in vigore nel 2022, dopo la fine di Quota 100, creando delle disparità sociali con alcuni cittadini che sarebbero costretti ad aspettare 5 anni in più rispetto a chi ha utilizzato l’attuale sistema di pensione anticipata.

Rendere strutturali Opzione Donna e Ape Social

Inoltre una delle ipotesi del Governo Conte è quella di rendere strutturali due delle misure che sono state rinnovate per il 2020, Opzione Donna e l’Ape Social, per cercare di dare una possibilità di pensione anticipata per le persone più deboli. Con Opzione Donna sarà possibile, per le donne, andare in pensione anticipata a 58 anni (59 anni per le autonome) e 35 anni di contributi, una misura che negli ultimi anni è stata apprezzata nonostante le forti penalizzazioni dell’assegno pensionistico, con anche la formazione del Comitato Opzione Donna Social, portato avanti da Orietta Armiliato, che da anni chiedeva la proroga al 2023 e che sicuramente accoglierebbe con positività la resa strutturale della riforma.

Poi c’è anche la possibilità di rendere strutturale l’Ape Social, meno amata dai cittadini per i suoi meccanismi più complicati rispetto a Quota 100, con la necessità di dover richiedere un indenizzo allo Stato per poter pagare il periodo nel quale si va in pensione.

Per accedere alla pensione Ape Social sono necessari 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi per i disoccupati, invalidi e caregiver (con un familiare residente con invalidità). Sono necessari 63 anni di età ed almeno 36 anni di contributi per chi si occupa di lavori considerati gravosi, come per esempio i lavoratori agricoli, i pescatori ed i lavoratori siderurgici.

Cos’è Quota 92 e come funziona

La riforma pensioni Quota 92 è una misura proposta da Tommaso Nannicini e che vuole andare incontro ai lavoratori gravosi. Ci sono state delle modifiche alla proposta di legge inizialmente proposta, che prevedeva un pensionamento all’età di 64 anni con 20 anni di contributi, per coloro che rientravano nel calcolo contributivo della pensione. Successivamente la proposta di legge è stata cambiata, abbassando di due anni l’età anagrafica ed innalzando di 10 anni i requisiti di contributi. Al momento la proposta per accedere a Quota 92 sarebbe di 62 anni di età e 30 anni di contributi, più conveniente di Quota 100 ma che potrebe essere rivolta solamente ai lavoratori che effettuano lavori considerati gravosi. Questa è una delle ipotesi sul tavolo, non confermata.

Si tratta di un miglioramento ed agevolazione rispetto all’Ape Social, che consentiva di andare in pensione per i lavoratori gravosi con 63 anni di età e 36 anni di contributi, con Quota 92 ci sarà un abbassamento dell’età anagrafica di un anno e ben 6 anni di contributi in meno richiesti.

Un’altra possibilità è quella di procedere come avvenuto con Opzione Donna, cioè di rendere la misura Quota 92 accessibile a tutti, non solo ai lavoratori gravosi, ma obbligare la trasformazione dei contributi da retributivo a contributivo, il che significa avere una forte penalizzazione nell’assegno mensile, il che rende sostenibile la misura pensionistica, a differenza di Quota 100, che non aveva questo tipo di penalizzazione. Visto il successo di Opzione Donna il Governo Conte sembra intenzionato a vagliare questa opportunità, visto che migliorerebbe i requisiti di Quota 100, pur abbassandone i costi operativi per lo Stato. Si darebbe anche la possibilità a chi rimarrà fuori da Quota 100 dal 2022, anno in cui verrà eliminata la riforma, di andare comunque in pensione anticipata, senza aspettare i cinque anni previsti dalla riforma Fornero.