Siria, Ankara: “Conquistata Ras al-Ain”. I curdi smentiscono

Il ministero della Difesa di Ankara ha dato la notizia della conquista della città di Ras al-Ain

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Le truppe militari dell’esercito di Ankara hanno pubblicato un comunicato nel quale annunciato la conquista della città Ras al-Ain, postazione chiave per i curdi ad est del fiume Eufrate. Si tratta di uno dei due ingressi utilizzati dall’esercito turco e dove si erano concentrate le forze militari di Ankara. A dare notizia della conquista della città è stato il ministero della Difesa turco: “La città di Ras al-Ain, dopo le operazione nel contesto dell’offensiva ‘Fonte di pace’, è passata sotto il nostro controllo”.

I curdi hanno smentito la notizia

Dopo la pubblicazione del comunicato le milizie curde hanno fatto sapere che i combattimenti in città sono ancora in atto: “Ras al-Ain sta ancora resistendo ed i combattimenti sono in corso”. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha affermato che le forze dell’esercito turco sono entrate in città, ma continuano le rappresaglie militari. Inoltre è stato comunicato che al momento sono dieci i civili morti nel conflitto questa mattina, a causa dei bombardamenti turchi.

Ipotesi utilizzo di jihadisti tra le forze curde

Secondo una notizia data da Repubblica, l’esercito di Ankara avrebbe reclutato alcune forze delle milizie jihadiste, che farebbero parte dell’Esercito siriano nazionale, che opera in coordinamento con Ankara. Secondo i vertici dell’esercito, sarebbero stati reclutati anche alcuni ribelli, facenti riferimento a Ahrar Al Sharqiya, di ideologia nazionalista ed islamista. Questi gruppi ribelli sono accusati di aver avuto accordi con lo Stato Islamico, facilitando i terroristi europei a muoversi da Est.

Dalle foto postate sui social dai ribelli jihadisti si vedono alcuni combattenti tenere le bandiere dell’Nsa (Esercito siriano nazionale) ed in una foto si vedono anche due ostaggi che erano stati catturati dalle milizie curde. Dalle informazioni locali avrebbero ricevuto l’ordine da Ankara di creare una zona cuscinetto di 30 chilometri in territorio curdo.

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