Italia 5 Stelle, Grillo: “Diamo noi la narrazione al PD”. I pilastri di Conte

Beppe Grillo ha parlato del PD, che secondo lui segue la narrazione del M5S al Governo

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Nell’anniversario dei dieci anni di fondazione del Movimento 5 Stelle il fondatore Beppe Grillo è tornato sul palco, per ultimo come non accadeva da tempo, visto che aveva lasciato più spazio al capo politico ed a Casaleggio durante le ultime elezioni. Dall’alleanza con il PD per andare al Governo è tornato più in primo piano, con l’apertura di agosto rispondendo alla lettera di Renzi al Corriere della Sera, che aprì le trattative, portate avanti anche con l’incontro dei vertici nella sua villa di Marina di Bibbona. Un successo secondo gli organizzatori di Italia 5 Stelle, svoltasi a Napoli, che hanno parlato di circa 25mila ingressi nel primo giorno di eventi e dibattiti, con la serata finale, con i leader presenti, che ha portato 5mila spettatori all’incontro.

Grillo: “Diamo noi la narrativa al PD”

Il fondatore del M5S si è presentato sul palco truccato da “Joker” e cantando davanti ad oltre 5mila attivisti che si erano riuniti per la chiusura dell’evento Italia a 5 Stelle: “Stiamo dando noi la narrazione al PD – ha detto Beppe Grillo – è meraviglioso, ora ci seguono su una nostra visione, che ho dato io. Quanto senti il segretario del PD dire ‘tu vali tu’ è meraviglioso, Renzi ha piantato due piantine per ogni iscritto”, sottolineando la presenza del M5S nel nuovo Governo. Grillo ha poi introdotto il premier Conte, che nelle scorse settimane aveva posto come “elevato” sul suo blog.

Conte: “Abbiamo quattro pilastri”

Tra gli applausi della folla è salito sul palco anche Giuseppe Conte, che ha spiegato quali saranno i “pilastri della nuova Italia”: “Il patto contro gli evasori; la riforma della giustizia; la riforma della burocrazia; il tema dell’ambiente”. Conte ha ripetuto alcuni dei punti che sono nel programma di Governo, come il Patto contro gli evasori, che proprio lui aveva annunciato a settembre. “Avete portato voi la rivoluzione”, ha concluso il premier.

Di Maio: “Non scapperemo dalle promesse”

Il capo politico, Luigi Di Maio, la figura più in bilico del Movimento 5 Stelle, dopo essere stato messo in discussione anche all’interno del Parlamento e con la notizia di una riforma interna del Movimento che potrebbe portare ai vertici 80-90 persone, come ha lui stesso annunciato nei giorni scorsi. Questo vorrebbe dire rinunciare al ruolo di capo politico ed andare verso la direzione del “direttorio” che era stato richiesto da molti nel M5S. “Passeremo ad 80 persone che si occuperanno dei temi centrali e dei territori”, ha detto Di Maio, confermando la volontà di delegare di più dal suo ruolo di guida unica.